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Sursum corda

Anche questa sfida è passata. Adesso sono dottore magistrale in teorie della comunicazione con 110.

Una magistrale che per me è stata poco problematica, a tratti interessante e non priva di ostacoli. Adesso in alto i cuori e lanciamo i tocchi.

Ho combattuto contro nemici irreali ed inesistenti. Ho lottato contro la mia pigrizia intellettuale e contro il nichilismo spicciolo di chi mi diceva come fosse inutile la laurea.

Una lotta aperta che non è ancora finita.

Adesso nuove sfide arriveranno come nuovi viaggi. Nuovi confronti-scontri con il mondo precario.

Intanto, ancora ebbro di felicità e di bevande, vado a celebrare il mio momentum con lo stesso allegro menefreghismo di alcuni anni fa del dopo triennale.

Finirà questo delirio festoso come è finita la magistrale; di corsa e con alcuni interrogativi irrisolti.

Continua la mia missione di portare avanti il mio delirio ragionato finché ne avrò facoltà (che non sia scienze della formazione). La scuola del patrimonio culturale ha inglobato Lettere e Formazione sacrificando tuttoad un presunto mercato del lavoro da inseguire a scapito di continui ripensamenti e ridefinizioni. Il mio delirio non segue più queste logiche e vaga inquieto come un cyber flaneur dell era digitale sempre più attaccato al reale.

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Ritorno a Milicz

Come essere partito un anno fa ed essere tornato oggi, Milicz la ritrovo sostanzialmente uguale: stessi palazzi vecchi, stessa vita tranquilla di provincia, stesso freddo pungente e stessi passaggi per la foresta.

le diffferenze sono nei negozi di elettronica spuntati qua e là, nel negozio “Netto” alla fermata dell’autobus, nella chiesa principale in fase di restauro. Le persone sono sempre affettuose e alla buona. Gente di provincia con pochi grilli per la testa, vita semplice e bere in allegria al pub “Mefisto” dietro al centro culturale. Stavolta una settimana è stata sufficiente per capire la situazione. Ero con ragazzi da tutta Europa e con locali. Le emozioni più forti sono state durante le scorribande di gruppo in bici e nel report finale in presenza del sindaco.

Gioviale e alla buona. Mi ha avvicinato e abbracciato come se fossimo stimati amici da tanto tempo. Mi ha regalato una penna stilografica di rappresentanza e parte del suo tempo nel suo ufficio.

C’è stato anche quel gra burlone di Sławek in mezzo: un grande amicone che non mi ha fatto pesare di essere il mio “capo” e anzi è stato uno un grande aiuto e una persona sempre cordiale e amichevole.

Per poco, giusto per una sera, rivedo anche la mia insegnate, nonché “prima studentessa di italiano” Basia che mi ha seguito più come guida per ogni tipo di problema che come prof. Neanche il tempo di farci una foto insieme e lei ritorna dal suo amato gatto ed io ritorno tra i nuovi compagni di questa avventura. Cosa l’aveva stupita? Non tanto che io mi trovassi in mezzo a tante ragazze durante la cena, quanto il fatto che le sia venuto incontro per abbracciarla e ringraziarla di tutto. Ritorno a Palermo e i problemi si accumulano come prima e più di prima. Le situazioni non sono complicate ma si complicano da sole se in una serata di Ottobre aspetti per più di 2 ore un treno che ha 60 minuti di ritardo e non si fermerà a Bagheria.

Questo è solo l’inizio ma è anche la fine di un breve ma intenso viaggio nei ricordi.

Se ritornare o meno in quella città della Bassa Silesia me lo chiedo da almeno 2 giorni ogni volta che i piccoli-grandi dispiaceri quotidiani prendono il sopravvento e il malessere pare essere incontrollabile. Altre mete mi attendono e altri progetti ci sono in mezzo. Mercoledì discuterò la laurea e dopo mi rifuggerò nei ricordi di quella lontana terra polacca almeno finché Zbigniew mi scriverà nuovamente e mi inviterà sarcasticamentea rivivere il mio volontariato dalle sue parti bevendoci su ( ma lui ormai non tocca più alcol) e facendo canoate per il fiume e passeggiate in bici fino al lago.

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immensità relativa

Solo il 5% dell’universo è costituito da materia ordinaria ossia quella che costituisce le stelle, i pianti e noi stessi.Solo il 5 % del web è fatto da siti indicizzati, mentre il 95%( e anche più)
sta nella parte peggiore; nel darkweb
dove si possono comprare droghe, assoldare killer e vedere torture.
Questa strana correlazione ho messo insieme leggendo della materia oscura e dell’energia oscura.
Internet è un universo in espansione, come il nostro,
dove ognuno vede e tocca una realtà.
Ma quante realtà esistono?
Se cercare di capire il mistero dell’universo sconosciuto è una sfida stimolante e una nuova frontiera per la scienza, lo stesso non si può dire
del darkweb dove è meglio non conoscere e non sapere cosa accade
nel regno della depravazione umana.
Eppure, siamo una minima percentuale di quel 5% visibile e tangibile.
E se anche nella nostra realtà quotidiana esistono, è sicuramente esiste, la materia e l’energia oscura, chissà quanta ce n’è qui
in questo esemplare di mondo delle nostre strade.Sarà pure oscura la materia che li compone ma è chiara la schifezza umana che l’ha generata.

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La festa

Arriva Settembre e arriva la festa di paese.

Arrivano automobili e genti di ogni dove che popolano la borgata

Non si trova uno spazio libero; marciapiedi occupati, strade intasate e traffico congestionato.

Questa è la festa e la voglia di festeggiare?

Sembra la solita storia abitudinaria completa di immondizia ordinaria

Appena fuori dal centro abitato si sente già l’odore di mosto e uva lavorata.

Ecco una festa che in tanti hanno dimenticato: la festa divina dell’uva lavorata. Uno nuovo vino ci inebrierà e riempira le nostre tavole.

Un nuovo odoroso nettare ci farà dimenticare immondizie e soldi che scarseggiano.

Ma il sindaco sta provvedendo, lo sciopero finirà, la raccolta porta a porta continuerà. Riprende la solita litania dell’ amministratore bello, bravo e competente che vive nel palazzo dell’iperuranio dove tutto va bene e il web è la risposta a tutti i mali.

Si scommetterà sul marketing territoriale e sul turismo e sulle coste e sull’arte e la cultura…

E se volete lamentarvi fatelo su internet è gratuito

Poi andate al bar ad aspettare la chiamata per un lavoretto mal pagato e ringraziate Iddio di vivere in questa bella Sicilia che ha un solo difetto:

I siciliani

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Al finale di una tesi

La mediocrità e la violenza comunicativa come punto fondamentale di una nuova involuzione politica e semplificazione allarmante del discorso politico sono quindi il vero problema che impedisce una convivenza pacifica e serena tra i nuovi e vecchi stranieri delle società attuali. Una delle possibili soluzioni per superare questa continua caccia all’estraneo e la sua criminalizzazione ci viene offerta di recenta dal filosofo contemporaneo francese Edgar Morin il quale, consapevole di questa “direzione spaventosamente regressiva” che il mondo ha imboccato da alcuni anni vuole darci una direzione da seguire affermando come <

Bisogna creare delle oasi di resistenza fondate sulla fraternità, sulla solidarietà umana, sul rifiuto dell’egoismo trionfante (…)
Il destino dell’Europa e del mondo non può essere lasciato in mano ai fondamentalisti religiosi, ai nazionalismi, agli “imprenditori della paura” che vincono le elezioni, agli spregiudicati interessi economici delle superpotenze

La sua soluzione a questo troppo diffuso imbarbarimento culturale deve far leva su di un nuovo senso civico da risvegliare e infondere dalle scuole poiché

Soltanto un universalismo fondato sulla solidarietà e sulla fratellanza potrà far fronte a questa deriva.
Bisogna ripartire dalle scuole, dall’educazione dei giovani. C’è bisogno di una classe insegnante che abbia una coscienza civile: non si va a scuola per imparare un mestiere, ma per diventare cittadini colti e solidali

Articolo preso da “la lettura” del 29/07/2018 di Nuccio Ordine, In Europa serve una nuova resistenza.

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Amore perduto al concerto

Sfuggire dalla realtà per ritrovarsi ad un concerto qualunque a ricordarsi di come,
prima dei social, era bello contaminarsi con tanta gente.
L’aria della baldoria è la stessa di anni fa, quando andavamo insieme ai concerti
dei grandi gruppi e delle grande adunate ai cancelli.
Giusto a te pensavo, cara Amanda.
Ti ricordi di me? Del nostro amore finito e andato a male
quando una domenica buttai nel cesso una fotografia
in cui ci stringevamo forte per baciarci di sfuggita.
Si,l’errore fu una colpa mia se quest’anno ti hanno visto
vomitare gli occhi e l’anima ad un concerto rock,
abbracciata ad una testa di cazzo che di certo la sapeva lunga.
Stare qui a ricapitolare le colpe nostre si fa notte,
anche perchè niente dura per sempre e neanche la musica.
Vorrei sapere come stai, se come scrivi è tutto ok,
intanto balliamo e avvinghiamoci ancora l’uno all’altro,
sentiamo il nostro respiro farsi vicino,
le nostre labbra agganciarsi nella presa dell’amore,
per poi liberarsi in cerca di altro, effetto dei desideri impulsivi e momentanei,
tu continui a dimenarti cercando la complicità di qualcun’altro,
io sono già andato all’uscita di un concerto rock
a pomiciare con una troietta qualunque,
alla faccia del tuo pessimismo da quattro soldi
che chiaramente aveva fatto proseliti.
Ti avrò di nuovo per il tempo di un LP,
il lato A e il lato B,
che niente dura per sempre figurati io e te.

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Ferragosto

l’aria è intensamente calda. la città si sveglia gradualmente del torpore di una notte estiva molto calda.
Come ogni ferragosto, ci si prepara all’invasione delle spiagge dove passare una notte di bevute e bagni improvvisati. C’è il solito scenario di gente che si porta tutto da casa e c’è pure la solita tradizionale immondizia già sapientemente posizionata daventi l’ingresso delle spiagge per portarsi avanti con il lavoro.

Nonostante le strisce blu a pagamento non mancano i posteggi selvaggi e improvvisati
come, nell’altra realtà un po meno reale, non mancano i commenti indignati dei cittadini comuni sulla situazione ambientale e sulla sporcizia. Ma che importa? Tanto finchè potremo farci un selfie con il tramonto
alle spalle gustandosi un aperitivo un po tutti si sentiranno a capocabana o giù di lì.

Fa caldi, i rifuti emanano un inteso odore di rancido ma soltanto i pochi pedoni avranno la fortuna di assaporarlo, la maggior parte dei turisti mordi e fuggi passano con l’aria condizionata a palla e hanno come unica preoccupazione trovare un posteggio, possibilemente in terza fila non troppo lontano da quel localino dove fanno una apericena sfiziosa a soli 5 euro.
Non ci sono servizi pubblici funzionanti, le navette e gli autobus fanno orari ridotti o nulli per facilitare il traffico ferragostano.

A ferragosto tutti al mare a formare delle baraccopoli spartane a pochi passi dalla battigia occupando gran parte della spiaggia disponibile e formando un intelligente sistema accumula-rifiuti formato da bidoni vari trovati in loco dove scrivere: indifferenziata, umido, plastica e carta per scaricare il contenuto di tutti questi bidoni in uno enorme che non ha scritta ma ha la sabbia della spiaggia.

Si sente che TUTTI VOGLIONO UNA GRANDE FESTA, Un’estate TRIDIMENSIONALE, una bomba nuclerare e noi che ce ne andiamo al mare e allora io
TI MANDO UN VOCALE DI 10 MINUTI SOLTANTO PER DIRTI QUANTO SONO FELICE,
MA QUANTO è PUTTANA QUESTA FELICITà?
Non lo so, ma pure la tipa accanto non scherza.
Mi avvicino e le dico:
PORTAMI GIù DOVE NON SI TOCCA, DOVE LA VIDA è LOCA,
SU UNA RUOTA, QUESTA NOTTE è NOSTRA
FAREMO COME IL VENTO: DA ZERO A CENTO
E ADESSO CHE MI PRENDI PER LA MANO
VACCI PIANO CHE SE MI STRINGI COSì
IO SENTO IL CUORE A MILLE.

Improvvisamente, arriva l’ennesimo acquazzone estivo che spazza via tutte le illusioni, le baracche estive,le strisce blu e pure tutta l’immondizia…

Si ricomincia daccapo, non è più estate ma si suda lo stesso.
Ed ecco l’ennesimo fuoco d’artificio che si confonde con i fulmini del maltempo.
La festa è finita; tornate a casa a lamentarvi sui social