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Caldo Maggio

mafioso anni 50
mafioso anni 50

23 maggio del 1992.
Sto aspettando i miei cugini di Palermo.
La giornata è calda ed è bello sostare fuori ad osservare il giardinetto che rifiorisce e risplende di una luce calda ed estiva.
D’improvviso sento aerei volare a bassa quota, per un attimo sembra che ci sia una strana tensione nell’aria come se fosse accaduto qualcosa di grave.
La tv, che sta trasmettendo dei cartoni animati dei supereroi buoni e giusti che trionfano sulle forze del male, lascia spazio alla realtà ancora una volta ingiusta e cattiva.
Attentato a Palermo, un’esplosione nell’autostrada di Palermo, all’altezza di Carini,  fa saltare in aria l’auto che portava il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta.
Arrivano i miei cugini, affermano di aver sentito il Boato da casa loro ma di non aver capito cosa fosse successo.
Quella volta, per la prima volta nella mia vita, sentìi la parola MAFIA.
Da quel momento in poi ogni cosa si collegava a questa strana parola araba MA-HIAS;Spacconeria.
per anni pensai si trattasi di una cosa che riguardasse una certa zona di Palermo e che non uscisse da lì…
eppure Palermo è a pochi passi,
illusioni da bambino di dieci anni che ha la fortuna di non capire bene la realtà non scolastica.
Sono passati 17 anni, in questi anni in tanti, chi credendoci seriamente, chi soltanto per dovere istituzionale, ha dichiarato;” La Mafia va combattuta ” “La Mafia fa schifo”.
poi leggo questo:
Dopo la recente sentenza della Cassazione che stabilisce che pranzare con un mafioso non è indice di gravi indizi di concorso esterno. Aspettiamo trepidanti di conoscere l’opinione della corte su cene e colazoni.”
Da L’Isola Possibile Maggio 2009
E, Soprattutto questo;”- Roma, 23 mag – Mentre si celebra solennemente il sacrificio di Falcone e Borsellino, i magistrati che hanno dato la vita nella lotta alla mafia, viene provocato un black out sui conti mafiosi, impedendo lo sviluppo di indagini e il sequestro di ingenti patrimoni criminali-” da ASCA.it
Ma se anche la Cassazione, che ha l’ultima parola su tutte le sentenze, ha questo atteggiamento permissivo, meglio legalizzare la mafia è diventare una specie di Singapore del Mediterraneo o Cuba degli anni 50.
Legalizziamo il gioco d’azzardo, le bische clandestine e La mafia, così i cittadini onesti si ritroveranno a ricordare i martiri caduti per mano mafiosa, e al grido di “no alla mafia” andranno al Casinò lussoso del noto mafioso a celebrare la festa “NO MAFIA, NO PARTY”

« Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola. »G. Falcone

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