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le diffidenze europee


Il voto di ieri ha dimostrato che gli elettori diffidano dell’ Europa per come è attualmente strutturata.
Tale diffidenza si vede nell’astensionismo , 66,5 % rispetto al 72,9% del 2004,che ha caratterizzato la tornata( in Sicilia ha votato il 47 % degli aventi diritto, l’ultima volta furono il 63%)e nell’affermazione dei partiti che rappresentano un altro tipo di politica, infatti,
IDVe Lega Nord hanno aumentato i consensi.
I partiti tradizionali hanno subito una perdita, evidente nel PD( scesi al 26%, sotto la soglia del 27)
meno evidente nel PDL che non raggiunge il tanto sperato 40 %, anche se il margine fra i due partiti aumenta ad 9 punti percentuali.

Voto che in Europa ha visto un’affermazione generalizzata delle destre e l’affermazione del PPE come primo partito, ma, oltre questo dato, si assiste un  sintomatico antieuropeismo propugnato da certe compagini di destra( casi più evidenti in Gran Bretagna, Francia e Polonia).
Sintomatica la dichiarazione del eurodeputato socialista, Martin Schultz, rilasciata ieri: “‘affluenza e’ in calo e se le campagne elettorali nulla c’entrano con la politica europea e’ allora giunto il momento da fare un riflessione e dire che siamo in crisi di legittimazione dei parlamentari”.
Diffidenza generalizzata, se poi fra gli eurodeputati eletti risultano certi vecchi nomi della politica; Mastella Clemente, ministro del governo Prodi, europarlamentare nel partito di Berlusconi.Luigi Berlinguer, Ministro della Pubblica istruzione dal 1996 al 2000. Ciriaco De mita, deputato dal 1963 al 1994, ancora deputato dal 1999 al 2008, presidente del Consiglio dal 1988 al 1989, più volte segretario e presidente della Democrazia Cristiana.
Ignazio La Russa, attuale ministro della difesa e quindi non può esercitare la carica di eurodeputato.
Se anche gli eletti risutano essere dei vecchi politici scaricati dalle segreterie politiche ciò non fa che aumentare la diffidenza e quindi l’avversità verso L’Europa che impone quote latte, aranciata con una minima percentuale di arancia e regole su camicie non a norma ,  facendo  dimenticare l’Europa che dovrebbe garantire fondi per il meridione e le opere di pubblica utilità necesssarie al paese.

Breve osservazione sul sistema elettorale: il collegio Sicilia-Sardegna-Italia insulare, non tiene conto della differenza di popolazione fra le due isole, tale sistema non permette l’eleggibilità di nessun sardo al parlamento europeo.

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