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un mese dopo e più

è passato più di un mese da quel fatidico 4 ottobre, tutto ha assunto un aria di normalità e quotidianità.
Sono finiti i tempi frenetici dell’EXPO Italia, passati a sistemare cassette della frutta e sacchetti della spazzatura.
In quel mega magazzino passavo intere giornate, 12 ore lavorative, passate tra gli espositori calabresi che chiedevano interpretazioni e lamentele varie, prendendo contatti con i buyers e assaggiando qua e là, tra i vari stand, alcune specialità tipicamente calabresi. Utile e dilettevole insomma.

E alla sera continuava quella full immersion tipicamente italiana, ci si vedeva in giro a fare baldoria nei locali, a darsi completamente a bacco, tabacco e facili veneri della gare du nord.
Quel allegro e spensierato gruppone d’italiani andava in giro facendo baldoria, mischiandosi e confondendosi con i tanti spagnoli erasmus e cantando con loro “Bella Ciao” ci riscopriamo partigiani del mediterraneo tipico da esportazione, che contamina e confonde i tipici spiriti nordici tanto precisi e rigorosi, tanto da farci rimproverare dal proprietario del locale che arriva a dirci” Basta con questo “Bordel”.Le persone vogliono ascoltare le canzoni non i vostri cori da stadio.”

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impressioni brussellesi


C’è un gran parco a  lato della residenza reale pieno vestigia di gloria passata, pilastri antropomorfi dai quali spuntano piedi e teste umane, come a rendere immortali gli uomini che li progettarono. Laghetti, chioschetti e panchine immerse nel centro città, calma e tranquillità in mezzo al traffico cittadino ma, quello che mi stupisce di più,è vedere la gente che va in bici quando fuori ci sono 5 gradi.
Ogni angolo di città sembra fatto per integrare le bici nel traffico urbano.
Presenza discreta e non invasiva.
Qui i parchi sono una risorsa nelle giornate di caldo o durante le tiepidi serate primaverili, ed è piacevole trovare un po’ di ristoro in un chioschetto in mezzo al parco mentre si sorseggia una fra le innumerevoli birre belghe.
11 novembre, festa nazionale per l’armistizio. Qua e là ci sono dei gazebo che chiudono dopo una mattinata di picnic sul parco reale. Palchetti di musica dal vivo svuotati dagli ultimi visitatori e dagli organizzatori che, fino a qualche ora fa,vi lavoravano alacremente per organizzare una giornata al parco ai cittadini brussellesi . I chioschetti estivi sono solo dei fantasmi inquietanti inglobati dall’oscurità autunnale. Nessuno va  più a prendersi una boccata
d’aria fresca: non ce n’è più bisogno. Si rimane accoccolati a casa cullati dal calore artificiale dei termosifoni o reale della persona amata e chi non può provare
tale calore può sempre comprarlo a basso costo in una vetrina della gare du nord tra le mignotte professioniste.
Poco più in là gru, marciapiedi rivoltati e lavori in corso, come a ricordarti che oggi è una pausa e domani si ritorna a lavorare regolarmente,
e anche gl’inquietanti uffici fantasma d’oggi domani saranno ripopolati di vita, quasi se non più del parco reale.