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Dopo il “Bis” il “Ter” ossia come cambiare tutto senza cambiare niente

Tutto passa ma certe cose cambiano lentamente o improvvisamente.
Ieri, il presidente della regione Sicilia, Raffaele lombardo, ha varato la nuova giunta.
Decisione giunta dopo una serie di tensioni interne alla maggioranza di centro destra che si avvertivano da tempo.Inizia così il Lombardo Ter.
Poco lontano da lì, a Bagheria, il sindaco, Biagio Sciortino, da un bar in zona Caravella,”fonte teleone” ha deciso improvvisamente di azzerare la giunta dando il via al terzo esecutivo Sciortino, ossia Sciortino Ter.
Analogie che si fermano al Ter, ciò al terzo rimpasto.

Anticipo che non sono d’accordo a rimpasti e ribaltoni dopo le vittorie elettorali perché non garantiscono governabilità e servono a tentare di mascherare problemi evidenti.
Se nel primo caso il primo esecutivo poteva contare su gran parte del centro destra siciliano, nel secondo caso la vecchia maggioranza, incrementata grazie all’appoggio dell’ UDC arrivato un anno e mezzo fa, veniva meno dopo la presa di distanze da parte dell PD.

Il succo della cosa è che si tratta di un rimpasto, un mescolare le carte senza cambiare niente.
Le nomine vanno e vengono tentando di sistemare una coalizione che scricchiola e che è prigioniera di ricatti da parte degli alleati pronti ad andarsene al primo dissidio.

Come sistemare i rispettivi governi? forse con delle elezioni anticipate, ma i tempi non sembrano maturi, in entrambi i casi.

In ogni caso, il fattore destabilizzante sembra essere rappresentato dalla costituzione dei due grandi blocchi partitici PD e PDL che hanno fatto saltare vecchie alleanze e programmi condivisi dopo le vittorie elettorali. Se nel caso del governo siciliano, la costituzione del PDL ha garantito un’ampia maggioranza e un ampio sostegno al presidente, nel caso di Bagheria, la vittoria dell’attuale sindaco è arrivata dopo un ballottaggio che ha garantito al cantro sinistra di governare appoggiando la lista civica del presidente.

Sembra che la ragione principale della creazione dei blocchi partitici, evitare la dispersione del voto, sia venuta meno e con essa la presunta governabilità che dovrebbero garantire tali partiti una volta vinte le elezioni.
Senza contare la disillusione e il disinteresse dell’elettorato medio che, se in un primo tempo appoggia i grandi partiti, in un secondo tempo non ne condivide l’organizzazione e non si sente rappresentato da nessuno di essi in pieno.

forse anche nell’organizzazione dei partiti bisogna pensare ad una terza costituzione, o a un terzo partito, il partito TER, ossia la società civile.

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