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seconda parte forse definitiva

La mia naturale curiosità mi spinse a cercare e trovare il suddetto Mersault.
Meglio noto come principe di Rondò, il nostro Mersault era il figlio minore dei Rondò di Villa Ombrosa.
Nobili di antico casato, benestanti e riservati i Rondò avevano fama di esser riservati e chiusi nella loro ristretta cerchia di amici e parenti. Si vocifera che possedessero tutte le più importanti proprietà terriere delle vicinanze di Lugano. Mersault era un noto scrittore, pittore e giornalista per “L’avveneristico” noto giornale del luganese.

La peculiarità del nostro Mersault era tuttavia legata al suo ultimo corsivo dal titolo “La vita Agra”
In cui dichiarava di voler rinunciare agli incarichi giornalistici e alle collaborazioni editoriali per abbracciare uno stile di vita dedicato esclusivamente alla cura delle sue piante e al ritiro in un casolare abbandonato nel bel mezzo della campagna bretone.
Le motivazioni di tale scelta poteva essere riscontrata nel fastidio che provava quotidianamente nei confronti di una società sempre più falsa e bigotta. Impegnata esclusivamente nella conservazione dei privilegi dei pochi ricchi e nel quotidiano barcamenarsi dei poveri cristi.

Accettando questo stato delle cose e considerandosi fra i pochi privilegiati non poteva continuare a considerare le cose con distacco e senza partecipazione che non fosse letteraria e ideologica.
Come lasciò scritto nel taccuino che trovai nella sua stanza disadorna “ Non penso di essere capace di un azione eroica pel trionfo del socialismo. Sono un vile che abbandona la barca prima che affondi e dà la colpa a tutti senza capire che la colpa più grave è quella sua.

La verità rimane una sola, non so più pensare con la penna in mano e quando voglio scrivere mi sento arrugginire il cervello e rimango estatico dinanzi la carta bianca mentre l’inchiostro si asciuga nella penna. Penso che le mia sventura è formata dall’inerzia del mio destino.”

Caro lettore, l’abbozzo finisce qui e vorrei finisse così.
Avrai capito, l’ho fatto capire più volte, i personaggi sono solo abbozzati e presi di peso da altri romanzi famosi.
le parole scritte in corsivo le ho prese da Senilità di Svevo e, complice questa lettura così piena di sfiducia e male di vivere, mi congedo dal mio blog senza rancore e senza aver lasciato nulla di rilevante. Al momento m’interessa il micro blogging cioè Twitter.
Certo questi sono pensieri scritti alle 6 del mattino confusi e incerti dal poco sonno, ma forse sono quelli che sento più veri, immediati e concisi.

Credo che continuerò a scrivere sul mio blog sotto questa forma meno impegnativa e più spontanea.

Stay tuned on Cirelliade

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work in progress

Cari lettori ed estimatori vari sparsi per il web.
La mia assenza dal blog, volontaria e non forzata, sta per terminare.
Posso dirvi che sto lavorando ad un racconto seriale tipo feulleton che posterò ogni settimana.
Dal titolo

“L’ultima incompiuta”

Prima parte

Ogni riferimento alle mie vite passate e precedenti non è casuale.
So di aver vissuto tante vite, molte di esse le ho perdute ed ora il quadro della situazione è storto.
Manca qualche vita.
Ieri uscendo dal mio piccolo mondo antico incontrai Franco e Luisa che si erano stancati di vivere
“la nostra estrazione sociale non ci permette di vivere tranquilli dato che siamo degli insulsi piccoli borghesi con idee liberali a cui manca la voglia di lavorare”
” Scusatemi ma io non vi conosco” risposi istintivamente.
” Non importa, d’ora in poi sarai il nostro confessore, il nostro capo espiatorio”
” Bene, ma non posso esservi utile in nessun modo”
” In realtà un modo c’è, devi portare questa missiva alla bella Nastas’ja Filippovna. Inutile dirti che il contenuto è molto personale e riservato.”
Chissà per quale motivo questi due freschi sposini decidono di fidarsi di me per portare questa lettera alla suddetta Nastas’ja e poi, perchè non hanno imbucato la lettera in qualsiasi buca per le lettere e ancora, perchè non mandare una mail?
Chi è che manda ancora lettere a indirizzi postali di questi tempi o affida le lettere in mano ad uno sconosciuto?
C’era qualcosa di insolito e assurdo in tutta la faccenda.
La lettera ha mittente un certo Meursault Etranger che abita