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la pasquetta vittoriosa

5 aprile 2010.
Si gioca la finale di coppa uefa tra la compromettente squadra rivelazione del torneo l’F.C. Citarda, e la squadra detentrice della coppa uefa delle pasquette precedenti, l’ U.S. Montelepre.
L’F.C. Citarda ha dalla sua una squadra universitaria basata sul blocco CUS e Auletta rappresentanti  costituita da un gruppo solido che ha trionfato in tutti i tornei d’interfacoltà.
Ripercorrendo brevemente il cammino di questa squadra che viene da una serie di mirabolanti vittorie riportate agli ottavi di finale contro il team Bar Diva Bagheria per 2-1 all’andata e 1-0 al ritorno( D’amato va ha segno due volte all’andata mentre il match winner del ritorno e l’asprense Cirello contestato dal pubblico per il suo passato nelle file dell’U.S. Aspra) quindi la sofferta qualificazione contro il team Viale delle Scienze Palermo, 1.0 all’ andata e al ritorno, in entrambi i casi decisivo l’intervento di Citarda che riesce a forzare il blocco vigilantes e a battere il portiere sui diritti d’ingresso alla cittadella universitaria durante la pasquetta.
La Semifinale contro il Pioppo team club ha impressionato positivamente commentatori e addetti ai lavori e ha portato alla ribalta della stampa nazionale pasquale questa squadra che ha saputo superare il Pioppo con il suo gioco organizzato e fluido. Nello specifico, a superare il team Pioppo all’andata fu il pioppese  Volpetto che supera d’astuzia il portiere Baretto dalla villa di casa sua, stesso copione per il ritorno ma stavolta l’acrobazia si ripete dalla villa in campagna.
Si arriva così alla finale fra i monti di montelepre.
Si respira un’aria di festa e intorno alla squadra c’è un clima di grande fiducia. Continue reading “la pasquetta vittoriosa”

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Ti rubo la luna e poi la uccido, terza parte indefinita

“Al chiaro di luna nasco, sotto il chiaro lunare dei tuoi occchi muio di speranza e disperazione”

Mersault aveva lasciato questo biglietto-pizzino alla sua beneamata Ofelia che, per niente pazza ma donna di sani principi e di poche ma ferree certezze, non lo corrispondeva affatto ma lo ascoltava con un misto di compassione e affetto che si deve a tutti gli insani di mente.
La suddetta non era particolarmente bella ma aveva molto fascino indiscreto.
Non era appariscente, aveva quella leggiadra e fragilità tipicamente femminili che al suo occhio romantico la rendevano la più bella e fragile cretura della terra e , proprio per questo, adatta alla sua protezione e alle sue premure.

Di romanticherie e romanticismo il nostro Mersault ci campava e campava pure di tutte le illusioni annesse e connesse alle sue vere o immaginarie storie d’amore.
Data la sua anima fragile e il suo carattere insicuro e incerto cercava e si faceva abbindolare da donne più sicure ed esperte credendo fermamente nell’attazione fisica degli opposti.
“tutto il mondo si regola così, gli opposti si attragono e se non si attragono non riescono a stare molto lontani fra loro.
Gli atomi sono costituiti da elettroni a carica negativa e protoni a carica positiva, e non puoi dividerli mai! ”

Tuttavia i suoi amici della taverna ” La Locandiera ” erano molto più diretti
” Ancora a queste cavolate di romanticherie credi, si vede che non hai mai conosciuto una donna”
Il nostro Mersault ferito nell’orgoglio replicava stizzito
” Non solo conquisterò la bella Ofelia ma la farò diventare la mia schiava d’amore, lo giuro su questa bottiglia di vino canterino”
“Campa cavallo che l’erba cresce”
” L’erba che cresce spontaneamente come l’amore in mezzo all’indifferenza comune e incurante si fa viva e forte.Così sarà il mio amore per te Ofelia bramata”

La sera trascorreva divina e spensierata finchè mi presentai al nostro Mersault.
” Ambasciatore non porta pena ma una missiva per voi gentile Mersault”
” Rendimi edotto, di che si tratta?”
” A voi il piacere di scroprire la lieta novella, io il mio dovere l’ho compiuto e adesso mi dedico al nettare divino”
Così risposi e prontamente cominciai a tracannare la maggior parte del vino vociando festante con il resto dei conviviali.

Nonostante la mia lieta ebrezza compresi che qualcosa non andava nell’umore  del genuino Mersault che non ruttava  più beatamente come pochi minuti prima e di colpo si fece uggioso, triste e vomitante per il troppo vino tracannato.
LA sua illusione era defintivamente morta tra le braccia del suo migliore amico luganese che era convolato a nozze con la sua bramata Ofelia.
” Questa schifosa ha giocato con i miei sentimenti ma adesso non avrà più motivo di farlo.La mia passione non può trovare altro sfogo se non nel delitto passionale. Addio bifolchi, vendicatemi se muio”

Proprio dei due languidi sposini doveva vendicarsi ma il fato lo precedette.
Così il nostro eroe trovò i due sposini uccisi da un veleno mortale. I due stringevano un biglietto con su scritto
” La tua passione non è paragonabile al nostro finto amore.
Ad amarti e scriverti non è la tua beneamata Ofelia ma il tuo amico di sempre.
Il Capitano Nemo”