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Caro blog ti ho tradito.

Guardate!
Sulla carta son crocifisso
Coi chiodi delle parole.
(Flauto di Vertebre, V. Majakovskij)

Caro Blog
ti chiederai dove sia stato in questo periodo. Cosa abbia fatto dal dopo pasquetta in poi e qual’è il motivo di una assenza così prolungata.
Ebbene, posso dirti che ho viaggiato dal 12 al 14 e dal 20 Aprile al 2 Maggio.
Il motivo delle mie partenze è legato alle selezioni per costa Crociere in quel di Savone, selezioni poco fortunate, dispendiose e stressanti.
Ho affrontato nottataccie all’ostello della gioventù di Genova, all’aeroporto di Fiumicino durante i giorni in cui la nube del vulcano islandese dal nome impronunciabile invadeva i cieli di tutta europa.
Ho trascorso quattro giorni nelle accoglienti stanze dell’opera Don Bosco, tra  professori precari e bidelli ausiliari interrogandoci sul futuro della scuola italiana  con discussioni infinite sullo storico divario nord-sud del paese.
Ma di tutto questo, caro blog, te ne riferisco in parte.
I miei pensieri, le mie riflessioni e le mie aspettative le ho raccolte e lasciate nel mio quaderno “notebook” riempito di appunti raccolti da altri libri insieme a resoconti su tornei virtuali di calcio al pc.
Il mio quaderno é stato un fedele compagno che riempiva i miei numerosi viaggi in treno attraverso la campagna toscana durente le prime ore del mattino del 25 ,sul treno Genova-Pisa o sul traghetto Genova-Palermo.
Sul mio quaderno potevo scrivere in qualsiasi momento e non era necessaria una connessione a internet.
Le parole venive scritte imediatamente e senza una revisione grammaticale o ortografica intergata, unico punto debole della scrittura sul quaderno.
Ho riscoperto l’immediatezza dello scrivere in viaggio che non provavo da almeno due mesi.
Le mie parole correvano veloci sul quaderno seguendo le rotaie del mio pensiero e si fermavano nelle fermate del mio zaino a tracolla pronto a immagazinarle e riprenderle ogni volta che ne avevo bisogno.
Si, ti ho tradito con un vecchio compagno di viaggio che non ho mai veramente abbandonato.
Anche adesso che ricomincio a passsare le mie giornate a casa e a riprendere i lenti ritmi della quotidianità, di tanto in tanto, tralascio l’immediatezza e la velocità del web per dedicarmi ai ritmi non più veloci e allungati della scrittura in treno. Così la mia penna riprende un tracciato già segnato e percorre tranquilla i grandi spazi bianchi del foglio dove il tempo non esiste e dove sono sicuro di poter ritrovare sempre qualche spunto nuovo.
Lì ristabilisco le  mie connessioni senza disporre di una connessione telefonica o wi fi.
Vuoi sapere cosa ho scritto sul mio quaderno?
Spiacente, non puoi!
Non tutto ti appartiene anche perchè tu ti fai vedere da tutti.
Avevo bisogno di intimità, memorizzare certi personaggi incontrati duranti il viaggio e renderli protagonisti di nuove avventure.
Al momento devi accontentarti di queste quattro righe superficiali e di qualche abbozzo di nuove storie che volevo raccontarti.
P.S. Sappi che ti ho portato con me anche se eri irragiungibile. A volte ti ritrovavo rubando la connessione da qualche linea gratuita ma molto spesso ti perdevo per la labilità dela connessione.
Il pc mi seguiva in alcuni spostamenti ma mai come in quei momenti lo sentivo come un peso, il peso delle modernità della quale rimango succube.

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