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Infelici deliri poetici in una calda notte estiva

Il nostro Bernault giace addormentato in mezzo ai tavolini
di un chioschetto sul mare.
Reduce da una serata di alcolici deliri e poesie ululanti alla luna e alla bella “Femme fatale”
che,vanitosa e civettuola come non mai, lo lasciò sfogare e sciorinare tutto il suo poetare senza concedersi e anzi abbandonandosi voluttuosamente al primo ragazzone cinico e spietato che ha goduto del suo corpo ma non della sua anima.
La scena si apre al primo chiarore dell’alba.
il chioschetto è chiuso. L’anima e il corpo tormentati.
Bisogno di caffeina e di fraterno conforto.
Sorgono dalle aiuole i tre intellettuali dissonanti.
TRE INTELLETTUALI
Stanco e spossato sta questo
incompiuto romantico
sognando imprese migliori e memorabili.
Ma quello che di cui ha bisogno
è solo un lavoro, un amore
e un pò di tranquillità.
Tipico borghesuccio da quattro soldi
che si crede un grande incompiuto
e noi, professionisti del niente,
lo amiamo e lo accogliamo come
uno della nostra schiatta
senza chiedergli onéri o glorie.
Un amore mancato e mai avuto,
Un animo sensibile e irriquieto,
un impulsivo desideroso,
simpatico e vanitoso.
Amico di tutti, nemico di nessuno,
nemico di se stesso.
FEMME FATALE
Non avrai le mie belle membra,
non avvrai il mio cuore.
Una libellulla leggiadra
fluttuante e civettuola.
Nessuno può avermi,
nessuno può possedermi
ma pretendo le tue attenzioni.
Mi nutro della tua anima
e dei tuoi baci mancati .
Chiamami ossessione,
sarò la tua maledizione.
MERSAULT
Godi maledetta.
Le mie parole ti fanno vanto
e mi schianto nell’impossibilità d’averti.
Alla luce morente del giorno
dedico la mia vita,
non prima di mezzodì
mi levo trafitto e arrabbiato
contro il  mondo  e i suoi deliri
di prepotenza e di mercato.
Pronto a cantarti,
pronto a desiderare
Un caldo bacio  verso l’orizzonte rossastro
che eternamente scompare.
Godi, maledetta, godi.
Altri versi, altre carezze
mi allontaneranno da te.
E tu, perfida meretrice,
al primo buzzuro sicuro di sè
ti abbandonerai
manco fosse l’amore della tua vita.
Permettimi soltanto
Di averti con me tra le frasche,
abbandonando i miei compagnoni
al grido di “ViVA IL SOCIALISMO”
che mai ho vissuto
e che non so cosa sia
ma che dalle ingiustizie
del mondo mi affranca e conforta.

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Mondialità e globalità

Quello che inizia domani in Sud Africa sarà il mondiale che potrà contare sulla partecipazione delle sette nazionali vincenti nelle 18 edizioni precedenti.
Ai nastri di partenza si presentano il Brasile, 5 volte campione, vincitore definitivo della vecchia coppa rimet e vincente anche nelle edizioni giocate in continenti diversi dal proprio( USA 94, Svezia 58 e Corea-Giappone 2002).
L’Italia campione del mondo in carica e unica nazionale europea ad aver vinto il titolo per quattro volte e con due finali entrambe perse contro il Brasile( Messico 70 e USA 94).
La Germania campione in tre edizioni( Svizzera 54, Germania ovest 1974 e Italia 90)che riuscì a perdere due finali consecutive negli anni ottanta ( Spagna 82 e Messico 86).le sud americane Argentina e Uruguay,entrambe detentrici di due titoli mondiali(Argentina 78 e Messico 86 per la prima, Uruguay 30 e Brasile 50 per la seconda) e prime due squadre a sfidarsi nella storica finale della prima edizione del mondiale nel 1930.

A completare il quadro delle vincenti la nazionale inglese e francese entrambi vincenti di un mondiale organizzato in casa( Inghilterra 66 per la prima, Francia 98 per la seconda).
Oltre alle “storiche” nazionali arrivano per la prima volta ad un mondiale ben 6 nazionali africane: il Sud Africa come paese organizzatore, quindi, seguendo l’ordine dei gironi, Nigeria, Algeria, Ghana, Camerun e Costa d’avorio.
Esse non hanno una grande tradizione al mondiale e nessuna di quetse è riuscita a raggiungere le semifinali del torneo.

Per il continente asiatico si assiste al ritorno al mondiale della Corea del Nord dopo 44 anni e, contrariamente al’66, questa nazionale sembra in grado di non poter ripetere le imprese di quella nazionale che riuscì a battere l’ Italia e ad arrendenrsi al Portogallo dopo un combattuto quarto di finale.

Il continente oceanico è rappresentato da due nazionali. Per la prima volta nella storia dei mondiali Australia e Nuova Zelanda partecipano al mondiale entrambe grazie al fatto che l’Australia ha ottenuto l’affiliazione alla federazione asiatica e ha giocato contro squadre asiatiche il proprio girone di qualificazione, mentre la Nuova Zelanda si è qualificata battendo le abbordabili nazionali oceaniche e ha vinto lo spareggio contro la quinta squadra classificata della zona asiatica ossia il Bahrein.

Unica nazionale debuttante è la Slovacchia che, quando si presentava come Cecoslovacchia, riuscì ad arrivare in finale nel 1934 e nel 1962, perdendo rispettivamente contro Italia prima e Brasile poi.
Un mondiale a 32 squadre dopo la riforma avvenuta per l’edizione del 1998, con  nazionali rappresentanti tutti i 5 continenti e che per la prima volta si svolgerà in uno stato africano.
Da semplice tifoso appassionato di mondiali, ho visto ed assistito nel giro di otto anni ad un cambiamento epocale iniziato a partire dall’edizione di USA 94.
Aumentare il numero delle partecipanti significò aumentare il giro d’affari in tutto il mondo.
Conseguente all’aumento delle nazionali, si è assistito al fenomeno dei giocatori naturalizzati per giocare nelle nazionali d’adozione e se ai giocatori veniva data l’opportunità di giocare in altre nazionali, anche gli allenatori possono decidere di allenare altre nazionali indipedentemente dalla loro nazionalità.

Dal 2002 in poi, ho assistito a quello che supponevo potesse essere una pratica diffusa nei mondiali, ma che non avevo avuto modo di constare durante il mondiale del 90 o nel mondiale scorso, l’aiuto arbitrale alla nazionale organizzatrice.
Nel 2002, una buona squadra che meritava di essere eliminata dalla Spagna ai quarti di finale( se non dall’Italia agli Ottavi) arrivò tra le prime quattro grazie ad un abitraggio scandaloso. A rendere parziale giustizia al calcio giocato ci pensò la Turchia, vera sorpresa di quel mondiale, che espresse un ottimo calcio e venne premiata da uno storico 3 posto finale.
Quindi non mi stupirei che la FIFA, desiderosa e smaniosa, come tutte le multinazionali, di allargare il proprio mercato di riferimento in tutte le nazioni possibili, premi una nazionale africana, se non il Sud Africa stesso, portando una squadra africana ad uno storico piazzamento tra le prime quattro con arbitraggi poco professionali.

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il nuovo che non t’aspetti

Oggi, 1 giugno 2010 viene inaugurato il nuovo edificio  del liceo scientifico statale “G.D’alessandro” di Bagheria.
Finalmente si conclude l’odissea del liceo eternamente incompleto e mancante di ogni servizio necessario.

Inaugurato l’1 Ottobre 1972 con i migliori auspici e come alternativa al  liceo classico Scaduto non ebbe vita facile già  dagli inizi.
Sito provvisoriamente all’interno dei locali del liceo classico, lo scientifico aumentò progressivamente il numero d’iscritti fino ad arrivare alle 10 classi per l’anno scolastico 1975-76.

L’anno 1975 segnò l’inizio di un problema quasi infinito, un istituto adibito a contenere il liceo oramai non più succursale del classico.

Una prima soluzione si trovò piazzando, provvisoriamente, le classi nel plesso di Via Lo bue.
Ma quel provvisoriamente non si rilevo tale , il liceo continuò a vivere in quel plesso finchè agli inizi degli anni 90 quando venne trasferito nell’attuale sede di via Città di Palermo.

Qui comincia una storia relativamente lunga, fatta di richieste incessanti al provveditorato per far si che quei magazzini adibiti a posteggio venissero sgomberati e si facesse un vero e proprio edificio per contenere il liceo.
Gli studenti ogni anno manifestavano, occupavano e protestavano, sempre a ridosso delle vacanze natalizie, per chiedere un liceo che avesse un’aula informatica, una palestra e delle aule attrezzate alla didattica.
Ho passato 5 anni di liceo a illudermi che le occupazioni, le manifestazioni e le autogestioni portassero a qualcosa di diverso rispetto alle promesse, anch’esse natalizie, di nuovi locali o di soluzioni migliori delle aule che dovevamo raggiungere, con mezzi nostri, all’altra parte della città.

Mi sono laureato nel 2002 credendo che il nuovo liceo non sarebbe mai nato.
Che ci sarebbero stati 3000 problemi burocratici e di edilizia scolastica a fare naufragare i progetti.
Oggi, vedendo questo bel complesso di tre piani con pista atletica e per il salto in lungo, con aule nuove di zecca e con tutto il materiale didattico necessario che diventa un liceo vero e proprio, mi sono ricreduto.
Evidentemente, le cose si sono sistemate( FORSE?)definitivamente dopo soltanto 35 anni.

Adesso mancheranno le occupazioni del liceo in cui potevi assistere ad una gara fra scooter all’interno del corridoio o ad una partita 5contro5 a calcetto.
Non ci sarà la sesta ora passata a sorbirsi il prof di religione che parla del Grande Fratello e dei costumi corrotti dei giovani d’oggi.
Non ci saranno i giorni in cui  i rappresentanti d’istituto, impreparati in matematica decidavano di non fare entrare nessuno per fare una manifestazione per il  nuovo liceo.

Sono sicuro che queste esperienze formative mancheranno ai nuovi liceali e forse non è un male.

http://www.lsdalessandro.it/?blogid=17

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