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29 Febbraio e cibo economico

Cosa fai per ora?
Studio, o almeno ci provo.
Le cose passano in fretta e non hai il tempo di capire.
Sono passato da fare l’insegnante a ritornare  studente,
Capita ogni volta che ritorno da queste parti.

Mi stupisco (incredibile)
dell’ibridazione.

Quello che credevo l’ultimo baluardo della ristorazione palermitana
ha fatto i conti con la ristorazione globale del mediterraneo.
Non più solo pane con milza, cazzilli e panelle
Anche kebap tunisino a completare l’offerta delle friggitorie
(contaminata già dal pollo arrosto cena di ogni venerdì)

Lo scenario d’ibridazione è antico.
Lo stesso pane con milza è cibo non autoctono ma importato dagli ebrei
come si legge Qui 

Ma quello che fanno in friggitoria è kebap tunisino non turco.

Sottigliezze o differenze da poco se si considera che è un piatto economico
che appaga e soddisfa.

Qui il fenomeno dei kebappari si riscontra nelle friggitorie più attrezzate e al passo coi tempi.
A Milano sorgono ( o almeno sono sorti in passato)
kebappari gestiti da turchi o egiziani.

Lì che si trova l’umanità più svariata e interessante.
C’è il responsabile del Brico che approfitta della pausa pranzo per recarsi di corsa al lavoro.
I ragazzotti milanesi adolescenti squattrinati che litigano con i commessi perché non gli hanno fatto lo sconto comitiva.
E i tanti cinesi, sudamericani e nordafricani di passaggio che fra un kebap e l’altro, si parlano in arabo, in cinese o spagnolo per non farsi capire.

Oggi è il 29 Febbraio, un giorno che esiste ogni 4 anni.
Di tanto in tanto anch’io ( ogni mese oppure ogni tre settimane)
Faccio dei post che non esistono o che non hanno un filo logico.

Forse l’unico punto interessante è dato dai “links” o “linkler “in turco che ho messo

 

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Affamati di cultura

La cultura non dà da mangiare, neanche da bere se per questo, ma sicuramente aggrada e coinvolge gli spiriti e le anime inquiete e sensibili.
Succede che in una realtà locale malata di mattone e assistenzialismo clientelare la smania di seguire l’élite culturale si mischia a un bisogno di capire e recepire nuovi stimoli e speranze di rinascita culturale.
Insomma, nell’impossibilità di essere diretti protagonisti del processo culturale, si diventa fruitori del bello e del culturale.

Un tempo tutto questo veniva visto come servizio accessorio e secondario ma gli schemi sono fatti per essere superati.
La cultura, il turismo, i cellulari e i computer fanno parte dei beni economici individuali e collettivi che portano da un status symbol.
Sei qualcuno se hai fatto il viaggio in Turchia e ti sei perso a Pamukkale o in Cappadocia e poi racconti le tue esperienze al pubblico delle inaugurazioni culturali come faccio io.
Oppure se hai il nuovo cellulare touch screen col quale ti connetti a FB o TWitter anche se non c’è motivo.

In poche parole siamo drogati da servizi accessori che compriamo con la poca liquidità residua che non sono necessari ma ci fanno stare meglio.
In un contesto del genere,  cosa siamo disposti  a rinunciare o a non volere?
LA colazione al bar, la birra con gli amici a piazza garraffaelo ascoltando musica improbabile e spacca-cervello magari assumendo strane sostanze.
Chi pensa a cercare un lavoro, farsi una famiglia e risparmiare per la pensione? Nessuno, tanto queste cose non esistono e , nonostante siano raggiungibili, non sono appaganti!!

Allora meglio darsi all’individualismo, al dandismo e all’alcolismo con tanto di nomina.
Il futuro non esiste, c’è solo l’hic et nunc, ora e adessso.

Ecco perché siamo affamati di cultura, perché ce ne siamo cibati con tanta voracità credendo e pensando in un futuro migliore che, nonostante le premesse, risponde a logiche di sfruttamento giovanile legalizzato.

Ben vengano le mostre, gli avvenimenti culturali e i corsi di formazione, ci fanno da narcotico e da specchietto per la nostra smania di apparire o sembrare diversi e migliori.
Cosa abbiamo perso? L’impegno politico, tanto i politici  sono tutti dei ladri, troppo comodo dirlo e sbandierarlo.
Il saper vivere con quel poco che abbiamo, possiamo avere di più e a prezzo di mercato.
Essere umili, tutti sono qualcuno e il loro account Facebook parla per loro.

Quando in Turchia mi chiedevano perché non fossi sposato dato che ero, e sono, in età da matrimonio rispondevo che non ci pensavo e quando una simpatica coppia di genitori mi ha chiesto perché non ero sposato, non ho provato a dare una risposta ma loro hanno risposto per me dicendomi ” le ragazze non pensano più a queste cose e neanche i ragazzi”.
Non è più un bene economico primario ossia bisogni economici che riguardano esigenze IRRINUNCIABILI dell’individuo. Cos’è un Bisogno economico?
Il desiderio di disporre di beni limitati e scambiabili  che siano in grado di soddisfare determinate esigenze.
Infine, la domanda è indotta dai bisogni cioè stati di insoddisfazione che spingono le persone a ricercare i mezzi per poterli ottenere.
Paradossale che questo lo spieghi chiaramente un libro sul turismo che più avanti scrive:

Il bisogno di turismo diventa una componente fondamentale della realizzazione culturale, psicologica e anche relazionale, di immagine di una persona 

 

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in quel di Milano

Fino a qualche anno fà, un giovane laureato ambizioso lasciava la Sicilia in cerca di un lavoro appagante e qualificato nella capitale economica d’Italia, ossia Milano.
Fino a qualche anno fà lasciare la propria terra per sistemarsi in un’altra città d’italia richiedeva sfrozi economici non indifferenti e fatica quotidiana,nonchè capacità di adattamento a ritmi quotidiani più frenetici, un investimento a lungo termine con guadagni giusti commisurati al lavoro.
Ma in tempi di crisi economica, disoccupazione galoppante e globalizzazione questa realtà non esiste più.

Il mercato del lavoro, in Sicilia e ancora più a Milano, ha bisogno di giovani leve da sfruttare nei cal center a vendere qualunque tipo di offerta o di servizio secondario che si può ottenere a prezzo irrisorio e con il minimo sforzo( basta una chiamata non desiderata).
Tanti altri girano per la città facendo un lavoro dinamico e socializzante, completamente autonomo in cui si guadagna da subito??
Tutte belle parole che indicano una realtà avvilente: venditore porta a porta di prodotti assicurativi,finanziari o altro che la gente non comprerebbe neanche sotto minaccia.

Ancora più avvilente è scoprire che se cerchi lavoro di qualunque tipo, devi andare in una strana agenzia di affitti, pagare una quota e andare a fare il fioraio o “se ti va bene” il magazziniere in modo abusivo o in nero. Tutto ciò per sopravvivere in una città troppo cara e indifferente per essere realmente italiana.

Milano, crocevia di stilisti e imprenditori, non sa cosa farsene di lavoratori sfruttati del genere, neanche il più disperato milanese tipo accetterebbe, in tempi normali, un lavoro del genere, ma di questi tempi, anche avere un lavoro per vivere decentemente è un miraggio.

 

Per questo, non c’è bar del centro che non venga gestito da stakanovisti cinesi pronti ad aprire alle 5 e chiudere alle 23 al minimo salariare, s’intende, tanto la famigliola vive con poco e consuma le proprie giornate al bar.

Se vai alle selezioni dell’autogrill vedi come si sente disperata la crisi.
Anche i milanesi del centro hanno bisogno della stabilità lavorativa ben pagata della catena di ristorazione. Servire e riverire, correre a destra e manca, il tempo stringe e la giornata è lunga se ti alzi alle 6 e prepari i primi caffè bolenti per gente infreddolita .
Poi gli altri vengono dopo e non li conti più.
Finito il turno, prendi la metro e diventi parte di una maggioranza silenziosa stanca e variopinta che si rabatta e sopravvive a stento fra tanta cordiale indifferenza metropolitana.

Il tram tram dura per qualche mese, qualche anno, giusto il tempo di mettere da parte un pò di soldi per andarseli a sputtanare il qualche angolo del mondo tropicale o almeno mediterraneo.
Magari nella vecchia cara Sicilia obliata dove, incredibile ma vero, con soli 10 euro trovi il ristorante a menù fisso e pensi ” Cosa cazzo ci faccio lì con 10 euro? Magari Milano fosse così”
Succede che presa la pensione mi trasferisco qui e mi sputtano la pensione al bar e ai ristoranti.
Pensione che non avrò e soldi che mancano.
Aiutami tu macchinetta slot machine a vincere un pò di grana se no, vado fuori di testa e uccido il proprietario del locale, mi faccio arrestare così almeno in prigione non pago affittto.”