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Terza parte di delirio festante

Eccomi a voi, gentile pubblico virtuale,
a raccontar d’un azzardo professionale
d’una serata emozionale
e quanto segue nel bene e nel male.

Trovandomi in un palazzo decisionale
dove omini di poter decidono sorti di governo
chiesi lor di parlar al popolo dei  novi progetti
traverso una camera digitale e un fono audio.
Essi furon assai felici e assai entusiasti,
mille idee pel retto governo esternarono
e mille impegni presero
ai concittadini sta valutar lor operato

http://www.bagheriachannel.it/portale/?videoscategory=politica

Al fine, io, i miei compagnon della gazzetta locale
e omini, anche donne nevvero, di poter
ci ritrovammo in locanda a discorrere assai lietamente
del governo locale e consumar bevande sul futuro dell’amministrare.
Chi mi dicea: “veni, t’offro da ber” chi altri “veni, t’offro da mangiar”
chi semplicemente: “Viri zoccu t’a pijari, paju io!”

Confuso e appesantito dai vari deschi frugali e bevande tropicali stimolanti
noti come caffei, mi recai in ben nota locanda d’Accia,
ch’assai lieti pel mei deliri e incontri è famosa.

Stavolta Vidi li miei compagnon intenti a esercitarsi in giuoco
di frecce , volti a tirar loro ischerzi azzerandosivi contro lo punteggio final.
V’era lo Duca, la garzona indaffarata( o meglio la discreta custode tanto cara a noi altri),

lo lieto elfo e il garzon festante.
Lazi, slazzi e alberi di cuccagna
Nonché lo ben noto bere smodato e gaudioso.

Tal armonia difficile è da riportare
sta di fatto che decidemmo di partir e affrontare
viaggio alla volta della città panormitana
“Grazie a lo mio robusto carro
il viaggio non sarà periglioso,
su, compagnon, dirigiamoci prontamente pe la città panormitana!”
“Attendi, nobil  prosator, urge raggiunger gentil dame ch’attendon
noi tra la bagaria e lo figaraziono viale”

Ah, qual gradita sorpresa!
due graziose donzelle allieteran nostro viaggio
e ingetiliranno le volgari loquele dell’elfo, del duca e del nobil
prosator io medesimo scrivente.

L’elfo s’ingetilì la fanciulla recandole una profumosa petunia
lo duca aveva la sua morosa
e me stesso confuso per offerte descali e bevande varie,
riconobbi nella dama d’una locanda la mia amata
che malamente mi cacciò
“Villano! Mio consorte mi sorveglia!
e sussurando lietemente
Vien più tardi, troverai mio cuor e mio fior solo per te!”

Arrivati tra la panormitana gente
ivi vi riconobbi tanti genti de borghi confinanti
tutti ad attender li lieti sonator noti como Calibri
maestri virtuosi d’archi, percussion e tasti.

la narrazione continua prossimamente

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