1 · principale

Solo la leggenda


La vita procedeva tranquilla in quell’angolo di terra bruciato dal sole di mezzogiorno, ora che
gli Abbate erano conciati per le feste.
Sasà non lavorava troppo né troppo poco.
Aveva molte giornate vuote e gli affari spesso andavano a rilento.
Evidentemente, il suo progetto di vita era destinato a trasferirsi nuovamente in un altro angolo di mondo.

Mamà era un autorità costituita e rispettata e Tatà beveva sempre meno e si allenava di più.
Ma i tre fratelli Abbate tornarono nuovamente alla carica decisi a riprendersi il controllo del territorio.
Stavolta riuscirono a pianificare le loro vendette in modo sistematico.
Sereno sorprese Tatà nella sua veranda mentre sorseggiava del rum d’annata.
Sono certo che il nostro Tatà non senti nulla e, in un istante, si trovò dall’altro capo della vita tenendo fra le mani
il suo vecchio bicchiere preferito.
Don Carro riuscì ad acciuffare Tranquillo e a sistemarlo in gattabuia.
Quel giorno aveva finalmente messo fine, almeno così credeva, a quella masnada di farabutti.
Ma le celle di quel paese erano troppo poco sicure e mal sorvegliate.
Tranquillo eluse la sorveglianza del secondino, o meglio, gli piantò una pallottola in testa.
Si fece trovare seduto sul tavolo dello sceriffo e quando Don Carro entrò
vide quella carogna che gli piantò tre colpi a bruciapelo nel cuore.
Tranquillo uscendo urlò ai passanti : “Da questo momento la legge sono io”
e ne uccise un paio.

Gli Abbate erano diventati nuovamente padroni della città.
Dei tre tutori restava soltanto Sasà che stava pensando al miglior modo per uccidere gli Abbate.
I tre gli fecero arrivare un avviso con su scritto: “lascia la città o se un uomo morto”.
Sasà invece si fece trovare il mattino seguente di fronte l’ufficio dello sceriffo alle 12 in punto.

Era da solo in quel paese fantasma circondato da assassini promossi sceriffi.
“Sistemiamo questa faccenda una volta per tutte!” disse allo sceriffo.
“Preparati a morire” disse quest’ultimo.

Un sol colpo preciso e letale aveva colpito Sasà in pieno petto.
I tre stavano per prendere quel corpo per consegnarlo alle carogne quando videro
Sasà sollevarsi da terra e sparare in pieno petto a Tranquillo che si accasciò morente,

Neanche un attimo dopo, e  Sereno fu colpito mortalmente
da un colpo che gli fracassò la testa e lo lasciò con la faccia sulla polvere.
Il povero Calmo fu poi sistemato da un’altra scarica di pallottole che lo lasciarono pietrificato.
I tre furono così sistemati da un fuoco bruciante di ferro che nemmeno
le più moderne mitragliatrici riescono a produrre.

Quel maledetto Sasà era riuscito a modificare la sua pistola con una serie
di bocche di fuoco aggiuntive pronte a sparare dopo il primo colpo.
Qualcuno sostiene che ad aiutare il nostro Sasà intervenne  un certo Cirro
noto locandiere del saloon  che aveva sempre nutrito una certa ammirazione per il tale.

Calmo morente e tremante vedendo Sasà avvicinarsi esclamò:
“Ci rivediamo all’inferno, maledetto demonio!”

Non era il demonio ma era scaltro come pochi o meglio meno sprovveduto.
Sasà si era procurato una corazza in ferro battuto che nascondeva sotto il corpetto.
In testa aveva un cappello di ferraglia quasi invisibile a coprirgli il capo.
La sua armatura scintillava sotto sole cocente ,  sembrava che il nostro eroe
fosse diventato una specie di macchina corazzata indistruttibile e implacabile.

D’improvviso tutti gli abitanti del posto uscirono a festeggiare il grande Sasà.
Quella sera si festeggiò fino all’alba tra canti, bevute e cibarie varie.
Un vero e proprio trionfo per il nostro eroe.

Il mattino dopo, di Sasà si erano perse le tracce.
Alcuni testimoniano di averlo visto scappare su di un cavallo bianco poco prima dell’alba.
Ciò che è certo, è che da quel momento in poi, nessuno ha rivisto più nei paraggi Sasà
e in molti sostengono che si sia rifugiato fra i suoi amici Sioux del monte selvaggio.

Di lui ci rimane solo la sua leggenda e la sua bottega di ferraglia consumata dal tempo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...