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Da Dortmund a Varsavia passando per Piazza Sepolcro

Un rituale che si ripete, una festa locale e nazionale che esplode in contemporanea dovunque ci sia un televisore acceso.
Italia-Germania è un classico senza fine.
Una classica di sempre, la storia del calcio.
In campo ci sono gli eredi di quei calciatori che nel 70 a
Città del Messico hanno fatto  la storia che adesso una targa di quello stadio ricorda
come miglior semifinale mondiale di sempre.
Passano altri 12 anni e la storia si ripete, stavolta al Bernabeu di Madrid ma la sostanza non cambia.
Italia vincente e Germania tramortita.

Si Arriva a sei anni fa, al mondiale tedesco.
Ancora una volta le stesse squadre e le stesse emozioni.
L’Italia s’impone ai supplementari grazie a Grosso e Del Piero.
La Piazza scoppia e in simultanea Roma, Milano, Firenze e ogni piazza d’Italia.
Ci riscopriamo patriottici solo per i mondiali e non potrebbe essere diversamente.
Per le strade è un via vai di bandiere, sirene e auto.
Si festeggia come meglio si crede e c’è chi, non trovando bandiere,
si porta in giro una scopa che sventola come se fosse un vessillo.
La mia fiat uno si riempe di gente festante e c’è chi si accalca anche sul tettuccio.
Una gioia che si è persa nell’antro del rottamatore a cui lasciai la mia auto 5 anni or sono.

L’auto dei mondiali non c’è più, ma le emozioni sono le stesse.
Stavolta è un europeo, ma è sempre lo stesso classico.
La Piazza è l’unica certezza!
Piazza Sepolcro cuore storico di Bagheria come qualunque altra piazza d’Italia si tinge d’azzurro.
La gente assiste alla trasmissione accaldata, impaziente e speranzosa.

Una partita che può far calare il differenziale, leggi SPREAD, tra titoli tedeschi e italiani.
Una lezione italiana all’economia più forte e solida di tutta l’Europa ma, non illudiamoci,
solo a livello calcistico almeno per ora.
Non è un illusione, ma con il pallone fra i piedi i nostri strapagati atleti
ci fanno dimenticare scandali, scommesse e doping.

L’uomo della partita è sempre Pirlo che detta i tempi, manovra e lancia tutti.
Ma l’uomo decisivo è il simbolo del nuovo italiano globalizzato: Mario Balotelli.
Figlio d’immigrati ghanesi cresciuto nel quartiere popolare della nuova Palermo multietnica.
Come Totò di Italia 90 , più di Totò protagonista del torneo.
Trova la forza, la freddezza la precisione sotto porta che mancavano per abbattere
una nuova giovane Germania multietnica anche essa.

Viene ammonito per aver mostrato i muscoli e per essersi tolto la maglietta, al suo posto riecco un altro
Totò, Di Natale, che  aumenta lo Spread  di gioco fra le due squadre ma che non segna.
La piazza è festante ma l’inconveniente è dietro l’angolo.
AL 92, subito dopo il rigore di Ozil, lo schermo si spegne di botto.
I bambini improvvisati tecnici non sanno darsi una spiegazione.
Il proprietario del balcone è sparito dietro le tende della sua casa
e ha fatto il suo sporco lavoro di aiuto all’oscuramento del lampione.
Tutto il pubblico si riversa in focacceria e esce subito dopo festante, anche stavolta la focaccia prende il posto del biscotto!
Adesso è il tempo dei caroselli festanti e della gente che festeggia il mancato commissariamento europeo.
Dopo tanta austerità imposta riesplode la voglia di festeggiare l’ennesima rivalsa.

Il giorno dopo è tutto un fiorire di bandiere e complimenti.
Passando dal bar incontro un ragazzo con una ragazza tedesca.
Entrambi felici e contenti non della partita ma del mare come gli altri turisti tedeschi.
In mezzo ai discorsi di circostanza e da bar, salta fuori anche la storia del figlio del mio amico
che, andando a studiare a Francoforte, pagava soltanto 80 euro di tasse universitarie.
Allora lì il differenziale continua a far sentire la differenza.
Teniamoci la gioia della nazionale aspettando che la nazione diventi come la nazionale.

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Amore e morte insensati

“Ci stanno ammazzando lentamente, e noi ne siamo consapevoli”
Vladimiro era sempre più convinto di questa massima ascoltata per caso una sera alla tavernetta.
“Ormai è inutile cercare un lavoro: se non hai le competenze non le avrai mai. Non è un male, se poi sei costretto a lavorare a 10 centisimi all’ora come se fossi un operaio del Taiwan che produce gli iphone dei ricchi occidentali.
Il lavoro intellettuale? Non va pagato, è una menzogna travestita bene presentabile agli incopetenti come occupazione salutaria diversamente retribuita e tu, che sei un apprendista scribbacchino, dovresti saperlo”
Lo sapeva bene Vladimiro.
Aveva lavorato nella Milano marcia per poco più di 500 euro al mese come collaboratore-stagista-schiavo per circa tre mesi, dopo aveva deciso di ritornare a vivere.

Aveva deciso di ritornare a Palermo, lì avrebbe potuto ritrovare la sua voglia di vita di strada, la natura viva e morta, gli universitari schiantati, i suoi amici.
La cosa più importante erano le sue amichette con benefici che lo allietavano a slinguazzate e amplessi vari come segno di stima e amicizia imperitura.
Così, ogni sera, comprava diversi bicchierini di zibibbo e sangue per amarsi e farsi amare dalle giovani ammiratrici.
Questo sentimento scostante lo portava a ritrovare l’anima perduta in tutti.

Finchè, una di quelle sere, il nostro caro scribacchino decise di andare a casa di una sua ammiratrice.
La suddetta non aveva una particolare inclinazione alla vita mondana.
Restia al gossip e alle mode effimere, consumava gran parte delle sue giornate scroccando sigarette e succhiando ogni verità supposta dai libri.
Un tale esemplare non poteva sfuggire alla passione incondizionata del nostro eroe.
L’unico problema era riuscire a capire quale ciurma frequentasse la suddetta e doveva passasse le tiepide serate primaverili.
Problema di poco conto, ben presto riprendendo la routine universitaria aveva scoperto che nutrivano gli stessi gusti letterari e le stesse compagnie.
Tutto semplice, bastava avvicinarla e citarle una qualunque massima estirpata da un grande classico.
Viola, così si chiamava, lo mise sul fatto compiuto dicendogli quel pomeriggio: “accompagnami a casa, devo mostrarti una cosa”.
I due mantenevano una certa compostezza e un certo silenzio mentre si dirigevano verso uno dei tanti palazzoni di via Libertà che tanto poco dicevano della città.
A destinazione, i due salirono fino al settimo piano ed entrarono in un salotto buono della borghesia illuminata palermitana.
L’aria di composto decoro alto-borghese ispirava istinti omicidi nei due che, improvvisamente, crollarono a terra con il cranio fracassato.

“Ma cosa è successo?” Disse Viola “Chi è stato? La morte non può averci colpito alle spalle così violentemente!”
“Non è la morte ma la pericolosa mente contorta dell’autore che ha deciso di farci ammazzare perchè non sa come far finire la nostra storia” rispose Vladimiro indicando un punto indefinito sul muro.
” Grazie per la morte indecorosa autore dei miei stivali!”
” Prego” risposi terminando la storia.

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Un quarto di felicità

Ultima partita del girone per l’Italia.
Una finale anticipata, dentro o fuori.

Stavolta la partita è in serata, non più pomeridiana come le altre due.
Il luogo è quello che porta bene, che ha portato bene le altre volte.
Piazza Sepolcro, per me piazza italia 2006.
Le persone sono le stesse di sei anni fa e anche il proiettore sembra lo stesso.
Una prima fase di preparazione è preceduta da una serie di inconvenienti tecnici.
Il televisore, ful hd in versione compatta e da trasporto, si accende ma non ha il segnale.
Un’antenna volante viene sistemata alla meno peggio cercando di beccare il segnale giusto.
Il televisore si accende e si spegne, le persone si affannano a sistemarlo ma staccano e attaccano spine
senza un criterio preciso.
Esce il tizio della focacceria a cui viene affidata la delicata missione di coprire con un sacco della spazzatura il lampione sovrastante.
La scena è surreale e drammatica al tempo stesso.
Il giovane focacciere viene tenuto in braccio dal suo socio che tenta di avvicinarlo al lampione sottostante.
In mano ha un sacco che agita in aria e che tenta disperatamente di avvicinare al lampione.
Ad aiutare i due arriva il proprietario del terrazzo che, uscito in balcone a petto nudo, coordina le delicate operazioni di oscuramento del lampione.
Momenti di tensione e ilarità generale quando il focacciere e a cavalcioni tra il balcone e il lampione rimane sospeso tra i due, il socio sposta in modo approssimativo il sacco nero dell’immondizia e il tizio a petto nudo aiuta i due tentando  di spingerli verso il lampione.
In modo rocambolesco e senza cadute, l’operazione riesce oscurando il lampione grazie al coordinamento del proprietario del terrazzo che festeggia agitando in aria il focacciere e il suo socio.
I due vengono portati in trionfo in piazza mentre continuano le prove tecniche di trasmissione.
Il proiettore, dopo svariati tentativi, riesce a proiettare la partita  sul telone bianco in pendenza forse prendendosi gioco dei tanti tecnici che si affollano intorno cercando il segnale giusto.
Ma il proiettore è capriccioso e non ne vuole sapere di farci sentire l’audio.
Altri tecnici si affannano a sistemarlo finché non si sente l’inno nazionale.
Il pubblico in piazza rumoreggia e si lamenta, l’audio va e viene e l’ingegnere audio calma il pubblico e toglie l’audio a piacimento divertendosi tantissimo.
Inizia la partita è sembra che l’Italia risenta dei problemi tecnici della difesa.
In campo si lotta e i falli sono più dei tifosi in piazza.
Gli unici veri tifosi sono dei bambini festanti che attraversano i cavi dell’antenna suscitando le ire dei genitori e dei tifosi.
Un bambino con la maglia dell’Italia sventola ininterrottamente la bandiera per tutta la durata della partita finché non gliela buttano per terra.
Al 36 Cassano segna di scapola e il pubblico rimane interdetto sia per il gesto atletico sia per il pallone che viene respinto oltre la linea ma è comunque goal.
1a0 tra lo stupore dei tifosi e dei bambini che adesso corrono dovunque sbattendo sulla sedia e sul tavolo  dove si trovano il televisore compatto, il ricevitore e il proiettore che oscillano pericolosamente.
Si va negli spogliatoi  della piazza con la tensione a mille per le sorti del televisore e del proiettore.

Il secondo tempo inizia come il primo e i falli in piazza e in campo sono numerosissimi.
Partita nervosa e bambini nervosi rincorsi vanamente dai focaccieri e da signori a torso nudo.
Raggiungo il tavolo dei tecnici dove si trovano le focacce omaggio per i tecnici del suono e del video che ancora discutono sui problemi del proiettore.
La fine della partita è vicina è in molti cominciano a parlare di biscotto anche se non hanno fame.
Al 89 il temuto biscotto diventa una focaccia che Balotelli scaraventa in rete con una semirovesciata acrobatica.
2a0 servito in mezzo alle pizze e alle birre che affollano i tavolini vicini.
Il tecnico del suono esulta più degli altri perché ha appena finito di dire vedendo il calcio d’angolo per l’Italia: “Ca c’è u gol!”
L’entusiasmo tarda a scoppiare perché si teme ancora per il proiettore e per la partita dei bambini.
Quando finisce la partita e la gente ha finito di chiedersi se L’Italia passa per differenza reti o per il Biscotto spagnolo si leva un applauso liberatorio.
Tutto bene, il proiettore ce l’ha fatta, i bambini hanno vinto preoccupando non poco le mamme, il focacciere ha vinto sistemando il lampione e il tizio ha torso nudo si è finalmente messo una camicia.
Alla fine focacce e biscotti spagnoli per tutti anche per il giornalista radiofonico della Rai convinto del secondo gol di Altobelli per l’Italia e che lanciava anatemi contro l’arbitro turco.

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Il lato oscuro dell’europeo


Vorrei raccontare un europeo fatto solo di partite e imprese calcistiche ma, le campagne di sensibilizzazione,  che girano da un po di tempo su internet, non possono farmi dimenticare i tanti lati oscuri di questa manifestazione.

Si comincia con il rischio di turismo sessuale
http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/06/06/inizia-euro-2012-proteggiamo-i-minori-dal-turismo-sessuale/

Per passare alla strage attuata nei mesi scorsi da parte del governo ucraino nei confronti del randagismo
http://attualissimo.it/strage-di-cani-in-ucraina-in-vista-di-euro-2012-il-video-che-grida-vendetta/

Come se non bastasse, c’è anche il caso dell’ex premier Iulia Tymoshenko, in carcere per abuso d’ufficio dove ha ricevuto numerose percosse
http://it.euronews.com/2012/05/24/strasburgo-torna-a-richiamare-kiev-sul-caso-tymoshenko/

Ce n’è abbastanza per odiare non tanto l’Ucraina quanto l’UEFA che, nella costante ricerca di nuovi mercati dove investire sul calcio, dimentica o cerca di minimizzare episodi che da soli screditano un paese agli occhi del mondo.

Per le partite, ne parleremo venerdì dopo la seconda partita dell’Italia

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Europeo


Inizia l’europeo per nazionali nella lontana ucraina e nella più vicina Polonia.
Doveva essere l’europeo organizzato dall’Italia, quello per cui la Melandri versò lacrime amare. Ma i nuovi mercati contano più delle realtà calcistiche consolidate e vincenti.
Europeo ricco e di alto livello, cosa che fino a venti anni fa non veniva garantita sempre nei due gironi finali.
Nel 92, la favola della Danimarca si realizzò in terra svedese quando Laudrup e compagni superarono la Germania per 2 reti a 0.
Non fu l’unica volta che una outsider s’impose sulle potenze europee, giusto 12 anni dopo la Grecia entrò nella storia superando i padroni di casa del Portogallo aggiudicandosi il suo primo titolo continentale.

Una competizione difficile da pronosticare e dove tutte le squadre partono con uguali chanche di vittoria finale.
Quest’anno Germania, Olanda e Spagna sembrano di un altro livello rispetto alle altre pretendenti e, perché no, L’italia può fare la sua parte e diventare la mina vagante del torneo.
Fra le sfide più interessanti della prima fase del torneo segnalo:
Russia-Repubblica Ceca di domani sera, credo che saranno delle potenziali outsider pericolose del torneo.
Spagna-Italia, un esordio di lusso e contro i campioni in carica per la nostra nazionale, partita da non sbagliare e da affrontare con la massima attenzione.
Per la serie ” i grandi classici”, Francia-Inghilterra di lunedì sera rientra fra le partite classiche dell’europeo e del mondiale, al pari di Olanda-Germania di mercoledì 13.
Ci mancheranno, o forse no, le telecronache di Salvatore Bagni di quattro anni fa.