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Un quarto di felicità

Ultima partita del girone per l’Italia.
Una finale anticipata, dentro o fuori.

Stavolta la partita è in serata, non più pomeridiana come le altre due.
Il luogo è quello che porta bene, che ha portato bene le altre volte.
Piazza Sepolcro, per me piazza italia 2006.
Le persone sono le stesse di sei anni fa e anche il proiettore sembra lo stesso.
Una prima fase di preparazione è preceduta da una serie di inconvenienti tecnici.
Il televisore, ful hd in versione compatta e da trasporto, si accende ma non ha il segnale.
Un’antenna volante viene sistemata alla meno peggio cercando di beccare il segnale giusto.
Il televisore si accende e si spegne, le persone si affannano a sistemarlo ma staccano e attaccano spine
senza un criterio preciso.
Esce il tizio della focacceria a cui viene affidata la delicata missione di coprire con un sacco della spazzatura il lampione sovrastante.
La scena è surreale e drammatica al tempo stesso.
Il giovane focacciere viene tenuto in braccio dal suo socio che tenta di avvicinarlo al lampione sottostante.
In mano ha un sacco che agita in aria e che tenta disperatamente di avvicinare al lampione.
Ad aiutare i due arriva il proprietario del terrazzo che, uscito in balcone a petto nudo, coordina le delicate operazioni di oscuramento del lampione.
Momenti di tensione e ilarità generale quando il focacciere e a cavalcioni tra il balcone e il lampione rimane sospeso tra i due, il socio sposta in modo approssimativo il sacco nero dell’immondizia e il tizio a petto nudo aiuta i due tentando  di spingerli verso il lampione.
In modo rocambolesco e senza cadute, l’operazione riesce oscurando il lampione grazie al coordinamento del proprietario del terrazzo che festeggia agitando in aria il focacciere e il suo socio.
I due vengono portati in trionfo in piazza mentre continuano le prove tecniche di trasmissione.
Il proiettore, dopo svariati tentativi, riesce a proiettare la partita  sul telone bianco in pendenza forse prendendosi gioco dei tanti tecnici che si affollano intorno cercando il segnale giusto.
Ma il proiettore è capriccioso e non ne vuole sapere di farci sentire l’audio.
Altri tecnici si affannano a sistemarlo finché non si sente l’inno nazionale.
Il pubblico in piazza rumoreggia e si lamenta, l’audio va e viene e l’ingegnere audio calma il pubblico e toglie l’audio a piacimento divertendosi tantissimo.
Inizia la partita è sembra che l’Italia risenta dei problemi tecnici della difesa.
In campo si lotta e i falli sono più dei tifosi in piazza.
Gli unici veri tifosi sono dei bambini festanti che attraversano i cavi dell’antenna suscitando le ire dei genitori e dei tifosi.
Un bambino con la maglia dell’Italia sventola ininterrottamente la bandiera per tutta la durata della partita finché non gliela buttano per terra.
Al 36 Cassano segna di scapola e il pubblico rimane interdetto sia per il gesto atletico sia per il pallone che viene respinto oltre la linea ma è comunque goal.
1a0 tra lo stupore dei tifosi e dei bambini che adesso corrono dovunque sbattendo sulla sedia e sul tavolo  dove si trovano il televisore compatto, il ricevitore e il proiettore che oscillano pericolosamente.
Si va negli spogliatoi  della piazza con la tensione a mille per le sorti del televisore e del proiettore.

Il secondo tempo inizia come il primo e i falli in piazza e in campo sono numerosissimi.
Partita nervosa e bambini nervosi rincorsi vanamente dai focaccieri e da signori a torso nudo.
Raggiungo il tavolo dei tecnici dove si trovano le focacce omaggio per i tecnici del suono e del video che ancora discutono sui problemi del proiettore.
La fine della partita è vicina è in molti cominciano a parlare di biscotto anche se non hanno fame.
Al 89 il temuto biscotto diventa una focaccia che Balotelli scaraventa in rete con una semirovesciata acrobatica.
2a0 servito in mezzo alle pizze e alle birre che affollano i tavolini vicini.
Il tecnico del suono esulta più degli altri perché ha appena finito di dire vedendo il calcio d’angolo per l’Italia: “Ca c’è u gol!”
L’entusiasmo tarda a scoppiare perché si teme ancora per il proiettore e per la partita dei bambini.
Quando finisce la partita e la gente ha finito di chiedersi se L’Italia passa per differenza reti o per il Biscotto spagnolo si leva un applauso liberatorio.
Tutto bene, il proiettore ce l’ha fatta, i bambini hanno vinto preoccupando non poco le mamme, il focacciere ha vinto sistemando il lampione e il tizio ha torso nudo si è finalmente messo una camicia.
Alla fine focacce e biscotti spagnoli per tutti anche per il giornalista radiofonico della Rai convinto del secondo gol di Altobelli per l’Italia e che lanciava anatemi contro l’arbitro turco.

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