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Piste ciclabili


Sotto la cappa opprimente dell’afa estiva, attraverso questa striscia di marciapiede che qualcuno, coraggiosamente,
chiama pista ciclabile.

I lavori continuano, senza fretta e con avvilente calma.
Questa striscia dovrebbe rendere più fruibile la passeggiata che collega Aspra a Bagheria.
Un vialone fatto da macchia mediterranea, case popolari, verde sparso, villette graziose e ville antiche
quasi dimenticate.
Per abitudine, e per buona norma, mi piace andare in bici da Bagheria ad Aspra e viceversa ma, nonostante le buone premesse, questa pista rieschia di essere visto più come un fastidio che come una novità di rilievo.
La striscia attraversa il marciapiede e toglie una parte dell’asfalto al transito veicolare.
Un fastidio per chi deve posteggiare l’auto di fronte casa, basta guardare quanti posteggiano sopra questo tratto noncuranti del transito delle bici o dei pedoni.
Ma i ciclisti? I pedoni?
Non ci rendiamo conto di queste categorie perchè lo fanno per hobby, per tenersi in forma.
Andare a piedi, o in bici, in una realtà dove il transito degli autobus è dato dal caso e diventa sempre più costoso, è una fatica inutile dato che, in quasi tutte le famiglie, vi è almeno una macchina a persona.
Quindi perchè andare a piedi o in bici?
Qualcuno mi ha detto; “Queste sono cose che funzionano solo al nord Italia!”
Perché non dovrebbero funzionare qui?
Perché questo bel vialone non deve essere tenuto decentemente e pulito?
Ho esultato sapendo di volontari che, una mattina d’estate, hanno deciso d’incontrarsi per pulire il corso.
Non lo hanno fatto per interesse, ma per senso civico.
Questo deve essere uno dei tanti motivi che spingono le persone a fare qualcosa di utile per una città che, nonostante tutte le delusioni che vivo quotidianamente, considero ancora bella.
Lo dico io che, per affermarmi e per dare un senso ai miei studi universitari, ha deciso di andare all’estero e di lavorarci.
Ogni volta che ritorno mi sento dire sempre le stesse cose; “Perchè non sei rimasto all’estero?”
Anvora una volta domande a cui non so rispondere

Perchè una persona che ritorna qui e s’indigna per certe cose, deve sentirsi ripetere; “Ma tanto qui non funziona niente|”
Se non funziona niente impegniamoci a farlo funzionare impiegando in modo costruttivo il nostro tempo libero.
I segnali positivi ci sono, le persone prendono ormai coscienza un po dovunque ma i problemi sono talmente tanti da perderci la testa.
Vorrei che questa noncuranza un giorno sia solo un ricordo della forma mentis dei vecchi abitanti di questa città.
Ma per fare questo, bisogna avere voglia di fare e tanto buon senso e, perchè no, coinvolgere i turisti in un percorso di turismo responsabile in cui , se proprio non sappiamo come mantenere la nostra città, possiamo apprenderlo da loro
I tedeschi che vangono da queste parti avranno pur diritto a sentirsi come in Germania e farsi la passeggiate in bici senza incontrare macchine che intralciano il cammino o eterni cantieri mai finiti.

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Caldi consigli

Che ci sia caldo a Luglio è risaputo e scontato.
Ma che ci si riferisce al “caldo eccezionale ” lo è un po meno.
Quale caldo fa o non fa eccezione in estate?
Forse per aumentare ancor più la paura, si associano nomi paurosi e mitologici a questi anticicloni.
Quelli di quest’estate passeranno alla storia con i nomi più altisonanti immaginabili.
Così a metà giugno è arrivato Scipione l’africano
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/06/15/caldo_afa_previsioni
_meteo_anticiclone_scipione_temperature.html

Quindi, a fine giugno, abbiamo subito l’arrivo di Caronte detto “occhi di brace”
http://www.leggo.it/news/cronaca/meteo_anticiclone_caronte_da_giovedi_peggio
_di_scipione_punte_di_40deg/notizie/185456.shtml

Per poi passare al terzo incomodo ossia Lucifero
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/461575/

Si arriva così all’ultimo terribile anticiclone Minosse
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/461575/

Mancano, ma non è detto che non possano arrivare, il conte Ugolino, Farinata degli Uberti e Cerbero.
Dopo di che, si passerebbe dall’inferno della divina commedia al purgatorio di Agosto, aspettando
il paradiso per fine Settembre o per Ottobre.
Intanto,  alle mortali anime dannate sofferenti per il caldo, i mass media danno i soliti consigli stupidi del tipo:
Non uscite nelle ora più calde
bevete tanta acqua e poca birra
Non indossate maglioni pesanti
Evitate di coprirvi con delle coperte pesanti
Non fate il bagno subito dopo mangiato
e, il sempre attuale:
Lavatevi le mani prima di mangiare.

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Disfatta!


Le premesse erano positive.
Dopo la vittoria contro la Germania, sembrava che l’Italia fosse pronta
per ripetere le imprese di Berlino anche  in terra ucraina.
Ottimismo imperante e fiducia dei tifosi sono palpabili.
Io restavo contrario perché il mio cauto ottimismo aveva portato bene
contro Irlanda prima, Inghilterra e Germania poi.
Ecco che alle 20:00 ricomincia il rituale della festa di piazza per la
partita.
Maxi schermi proiettati un po dovunque e alcuni di essi molto
artigianali o improvvisati.

Stavolta lo scenario della finale si sposta verso piazza Butifar vicino al
comune per l’interessamento del sindaco e dell’amministrazione.
Anche piazza Sepolcro ha il maxi-schermo ma stavolta i ragazzi si spostano
verso la nuova piazzetta.
Rimango diffidente della scelta, piazza che vince non si cambia
ma nascondo un certo ottimismo.

Inizia la partita è intuisco dopo un quarto d’ora che tira una brutta aria.
Al 14 David silva colpisce di testa il pallone del vantaggio.
Ok, siamo stati colpiti, per la prima volta l’Italia passa in svantaggio in
questo europeo ma si può recuperare.
Se non fosse che si fa male Chiellini che esce al 21 sostituito da balzaretti.
Questo dato è importante perché la difesa, e in generale la squadra sembra essere alquanto
fuori forma.
Al 41, dopo una reazione italiana poco convinta, arriva il gol del 2a0 siglato da Jordi Alba
alla fine di un triangolo da scuola calcio con Xavi di 60 metri.

Sul 2a0 tanti musi lunghi e poche speranze.
Speriamo solo di non subire altri gol.
Adesso capisco che è arrivato il momento di una scelta importante:
ritornare in piazza sepolcro e tentare di assistere ad un’impresa che sembra quasi impossibile.
Dichiaro i miei intenti ai ragazzi che mi incoraggiano ad andare.
E un azzardo ma devo capire quanto il flusso positivo possa fare la sua parte.
In piazza Sepolcro cambia poco: rassegnazione, tensione e preoccupazione.
L’Italia del secondo tempo è peggio del primo e la stanchezza è palpabile.
Non contrastiamo, perdiamo palla e gli spagnoli fanno quello che vogliono
in tutte le zone del campo.

L’incubo del terzo gol arriva al 84 quando ci si mette anche el nino Torres
a farci capire quanto gli spagnoli abbiano voglia di scrivere la storia e
di centrare il “triplete”.
Vado via abbandonando la piazza. Per strada sento l’eco del quarto gol di
Mata che mi rifiuto di vedere per evitare di gridare bestemmie in spagnolo.
I bambini e i tifosi per strada vanno via gridando “Spagna, Spagna” e festeggiando
una festa mai arrivata.
Ripenso alle dichiarazioni di biscotto evitato contro la Croazia e di come anche
Buffon li ringraziò per avere evitato la combine che ci avrebbe negato la soddisfazione
della finale raggiunta.
Meglio non pensarci e far finta di essere spagnoli o andare a celebrare il successo
con gli erasmus spagnoli di Palermo.

Nonostante la disfatta, subito dopo la proiezione arriva il dj set previsto per la celebrazione
e sembra che parta anche la Movida per celebrare la Fiesta.
Que Lastima!
Ahora dobbiamo aspettare altri 12 anos para ver la Italia perder
un’altra final dell’europeo.
Saludos Espana, hai meritato l’europeo!