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Just a post in english

It’s time to write for a great audience ( i hope so)
that’s why this post is in english.
I don’t like to write on my blog in english and maybe someone could think: “you’re just stupid
if you think could write in english as well as in italian”.

My goal it’s to make some linguistics experiments and i would like to start right now
because it’s the right time.

September is coming and it’s time to start a new adventure abroad.
This time my adventure it’s about the EVS project.
After the signature of the contract on 26 july, i didin’t think
to anything else for an entire month.
A new challenge it’s coming and it could be a great one.
finally, someone didin’t say, like someone else during my period in Milan,
“You’re not good to start to work for our company.”
maybe the right phrase would have been: ” You couldn’t be used to work as slave for us”.

That’s the way entreprises, work agencies and all this damned country call Italy
think about all the graduated guys and it’s all over the world the same
Just FORGET ABOUT IT!

Anyway, i need a fresh re-start after my experience as a trainee teacher in Turkey
and the period of “what could i do in my life?” of the last year.
Every changes is for short time, i know that, i am not worried about.
I just want to see the world with new eyes every day.
Feel the cultural changes, enjoy new cultures ( before they could vanishes forever)
and improve my friend’s network not just with facebook.

Today’s rough seas take me away to a misterious horizons
closer waters were troubled
but the further ones appear easier.

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Roventi venti olimpici

Tornato da notti di deliri e fantasticherie varie,
riposai il mio corpo accaldato nella mia camera.
Ma lo foco devastatore venne a bruciare le mie visioni.
Orribil tragedia! Vedo Lo monte devastato da fiamme inesauribili!
Non fu Minosse, né Cerbero, nemmeno Caronte che ci affliggono
con caldi venti infernali.
E l’omo, lo stesso custode del bosco si ribella e incendia.
Perché? Perché omo non vigili ma bruci ?
La natura vol tempo per rigenerarsi e tu la bruci per questione di danaro?
Certi omini non sanno e non vogliono capire ma fanno danno.
Ora li venti roventi si sono placati ma rimane il danno.

Circe soffia fresca sulle colline arse e denudate,
ma noi altri pensiamo allo patrono da celebrare.
Pochi danari, tanti problemi.
La festa patronale è magra come i tempi attuali.
Troppo magra e lo spettacolo pirotecnico e flebile foco festoso.

In questi giorni le glorie degli atleti italici in quel di Albione
ci hanno fatto gioire e soffrire.
La nostra eroina non è riuscita a dare una medaglia
per la gente del loco ma rimane la bella prova.

Ed ora, che l’assunzione arriva e l’estate sta per terminare
finisce la pax olimpica e ritorna il velenoso campionato della palla.
Ma le imprese resteranno.
Il cinese che corre zoppicando fino alla fine.
L’atleta italico che terzo arriva sulla sella di un biciclo malconcio.
Il figlio del vento caraibico che brucia tutti i premi.
Le bravissime donzelle del fioretto.
Lo Nettuno americano e tanti altri qui raccolti.
Ma lo spettacolo del televisore non mi basta.
Mi cimento anch’io nella corsa con canoa
sognando di ripetere le mirabili imprese
del Molmenti glorioso.

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Caldi sollazzi cittadini

 

La calda estate incombe sulla città addormentata
I turisti si aggirano spaesati e io mi confondo tra loro

Così riscopro certi luoghi incantevoli detti solatium
unici testimoni di una passata gloria quasi obliata

La cuba di corso calatafimi dove Boccaccio ambientò una novella del Decameron, la cubula integrata nella quasi abbandonata Villa Napoli , la splendida Zisa e per finire con i solatium regi, il castello di Maredolce “inglobato” da costruzioni abusive nel quartiere Brancaccio.
Questi posti bisogna visitarli ad occhi chiusi, immaginandoseli immersi nella campagna placida, allora la visione viene completata da tanti particolari dimenticati: il lago che un tempo circondava le costruzioni, le muqarnas: esempi raffinati di architettura araba, e la campagna lussureggiante, una macchia mediterranea che circondava questi posti e che invitava alla calma e al rapimento estatico dei sensi.
Poi ti svegli e vedi il transito scellerato e caotico della città, le costruzioni insensate che strangolano i vecchi edifici in rovina, le scritte vandaliche con pennarelli e guardiani distratti se non indifferenti a tutto e tutti.

Ritorni a sognare un tempo che fu, un tempo che riesci a ricostruire pezzo per pezzo anche grazie alle mitiche traduzioni dell’Amari in quella che un tempo era la Favara di Palermo: un luogo di letizie immerso nella rigogliosa natura incontaminata descrittoci da un certo Abd ar Rahman ibn al abbas, segretario di corte di origini trapanesi;

“Favara dal duplice lago, ogni desiderio in te assommi:
vista soave e spettacol mirabile.

Le tue acque si spartiscono in nove rivi; oh bellissime
diramate correnti!

Dove i tuoi laghi si incontrano, ivi l’amore si accampa,
e sul tuo canale la passione pianta le tende.

Oh splendido lago dalle tue palme, e ostello sovrano
circondato dal lago!

L’acqua limpida delle tue sorgenti sembra liquide perle,
e la distesa intorno un mare.

I rami dei giardini sembran protendersi a guardare i pesci
delle acque, e sorridere.

Il grosso pesce nuota nelle limpide onde del parco, gli
uccelli cinguettano nei suoi verzieri.

Gli aranci superbi dell’isoletta sembran fuoco ardente su
rami di smeraldo. Il limone pare avere il pallor d’un

amante, che ha passato la notte dolendosi per l’angoscia
della lontananza.

E le due palme paion due amanti che per paura dei nemici
si siano eletto un forte castello.

Palme dei due laghi di Palermo, possiate essere abbeverate
da continuo flusso di pioggia!

Possiate godere sorte felice e attingere ogni desiderio, e
dormano le avverse vicende.

Prosperate, e offrite riparo agli amanti; alle sicure ombre
vostre vige inviolato l’amore.”