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In Poland

 

Due notti insonni tormentate dal pensiero della partenza.
La prima, quella del 5, turbata dal pensiero di aver dimenticato qualcosa da qualche parte.
Sveglia mattutina alle 5e50.
Fuori il giorno albeggia placidamente mentre porto fuori le valigie piene  di tutto l’occorrente
per un anno fuori di casa.
Mio fratello mi accompagna all’aeroporto e io saluto mentalmente tutti i posti, le persone
e le piccole abitudini liete di questi ultimi giorni estivi.
Ripenso alle canoate liberatorie e sfiancanti che mi portavano ai francesi,
alle birre peroni del chiosco di Peppino e alle serate extra lunghe passate a bere e a delirare
con i ragazzi di ogni dove.
L’aereo atterra a Bologna, è solo la prima tappa.
Mi piace Bologna, la sua filosofia di vita in pianura da godere in bici.
L’ostello è lontano ma facilmente raggiungibile.
Gli abitanti temporanei di questo posto sono per la maggior parte studenti universitari venuti
da ogni angolo del mondo costretti ad affrontare il caro alloggio per fare parte di quella moltitudine
universitaria indistinta e spensierata che animerà i portici della città Dotta per eccellenza.
Pensieri che non mi appartengono, sono arrivato in Polonia e adesso il viaggio si fa interessante.
Prendo il Treno per questa città sperduta nel cuore della Slesia, Zmigrod.
Il viaggio è lungo e faticoso, i pensieri si perdono in questa vasta campagna
rurale fra campi arati e villaggi fantasma.
Il viaggio viene allietato da una bella ragazza bionda che parla inglese,
da un viaggiatore che la vuole abbordare e dimentica il cellulare sotto carica per spostarsi in un altro scomparto e
dalla inserviente del treno che passa per chiedere se desidero qualcosa da mangiare.
Subito dopo Poznan, comincia la discussione con questa bella figliola.
Vuole sapere come mai vado a Zmigrod dato che non è proprio una località turistica.
Le dico che mi piacciono i posti fuori dal circuito turistico tradizionale e che il progetto di volontariato
mi porta da quelle parti.
Scendiamo forzatamente a Lestzo mentre riesco a prendere tutti i bagagli prima che il treno riparta.
Ci salutiamo sperando, spero quanto meno, di rincontrarla quanto prima dato che mi da il suo contatto Fb.
Un ultimo abbraccio e poi via, ognuno per la sua vita e per la propria strada.
Alla stazione di destinazione ecco il mio contatto che mi aiuta a trasportare i bagagli.
Questa stazione sembra essere sopravvissuta malamente ad una guerra mondiale.
Ripartiamo alla volta di Milicz ultima tappa e destinazione finale.
Sistemate valigie e bagagli, si va al pub sotto casa a farci una birra.
Domani inizierà una nuova avventura, una nuova lingua da imparare e nuove amicizie da saldare.
Per ora sono maledettamente stanco e stordito da due sveglie mattutine antimeridiane.
Ma oggi il sole splende su questa cittadina adagiata sui boschi.

 

Una risposta a "In Poland"

  1. commossa! tifo per te… sei il nostro viaggiatore preferito… altro che bamboccioni! ogni dove sarà sempre meglio di qua… e chiunque di ricorderà di noi e noi ti aspetteremo organizzando una fuga. Elisa&Daniele

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