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La vita di provincia e il tempo

kosciol_w_miliczu

Sono arrivato al mio settimo mese e mezzo di permanenza polacca.
Ho superato momenti critici e momenti spensierati
senza troppa difficoltà e con l’aiuto degli altri volontari.

Ora che l’inverno sembra definitivamente finito
sento il bisogno di ripartire, di mettere una pausa,
di prendermi un momento di riflessione ritornando
in Sicilia e rivedendo posti familiari.

Soltanto pochi giorni alla partenza
intervallati da una sosta lunga a Praga.
Finalmente la visita a una grande città
dopo un periodo di tranquillità e di noia.

La vita di provincia mi ha preso con i suoi
ritmi compassati e rilassati.
Tutto va a rilento, le giornate si allungano
incredibilmente e le domeniche pomeriggio
sembrano infinite.
Si moltiplicano le passeggiate e le uscite in bici.
Cerco di cambiare aria respirando in mezzo al bosco
ma il tempo sembra essere infinito.

In Sicilia il tempo, come lo sentivo
era si lungo ma non così pesante.
Tutto attorno il traffico sparisce
e la gente va in bici o a piedi.
Le strade si svuotano ma stavolta non c’è la neve
a coprire tutto nel biancore silenzioso.

Andando in giro incrocio tante persone che mi salutano,
sono diventato parte integrante della comunità
ma sono visto ancora come un’attrazione,
come un insolito turista permanente.
Problema principale rimane il polacco
una lingua che accetta e integra latinismi, slavismi,
germanismi e russismi con incredibile facilità.

Ma non lo parlo, articolo solo alcune parole
riferite a cibi, bevande e generi di prima necessità.
Le diciottenni-diciassettenni mi salutano emozionate
e alcune si fanno più intraprendenti
accettando inviti e serate assieme.

In una località dove a venticinque anni sei già
genitore, le uniche a ricambiare attenzioni
restando sobrie e non pensando alla famiglia
sono queste ragazze non ancora mature
ma già consapevoli del gioco amoroso.

Bioritmi alterati, notti insonni e sveglie
illuminate da raggi troppo invadenti
alle 7 del mattino.
Ho cambiato orientamento del letto
e cercato di oscurare le finestre nel miglior modo possibile
ma, puntualmente, alle 7 mi illumina il nuovo giorno
e il rumore delle auto in strada si fa più insistente.
Io chiudo gli occhi e aspetto, c’è ancora tempo.

milicki_zamek_warowny

2 risposte a "La vita di provincia e il tempo"

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