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Poesie sparse

 

A Ludmilla
Ancora una volta mi sento schiavo di una passione effimera
Fermati ancella misteriosa e intelligente
Schiva e chiusa nel pesante silenzio degli studi
Fra sussurrii rumorosi e lento sfogliare
di libri, passa un po di vita anche lì.
Ma io, timoroso e diffidente, osservo te
che non ti curi degli altri.
Possiedi un equilibrio razionale delle passioni
Non manifesti, rifletti.
Troppo tempo passai a riflettere, adesso a te
espongo e manifesto un lieto sentimento del cuore.
La vita passa e urla fuori dai libri.

Contro Facebook

Non a te, dannato schermo
darò i miei inutili gioielli
inglobi e catturi frammenti di vita
e immagini altrui.
Chi sei mostro che ti nutri delle nostre vite?
“Sono il vostro Salvatore, do voce a chi
non ne ha, do immagine a chi non è bello
do tutto e niente”
Dove sei inconsistente prodigio tecnico?
“Dovunque vi sia un fatto o una presa.
Da voi sono nato, vostra è la colpa
vostro il prodigio.

Da questi pensieri ero tormentato
poi arriva Laura e mi dice:

poem?
In translate

(Ero sicura)

Segura?

No, I feel myself

(mi sento)

I was sure

(almeno di me)

I was (ero) elegant (elegante)

In my pighead sweet truth,

Black evening gown

And my white ankle

Backs assault the firing

Squad (uomini d’acciaio)

Aspettiamo (!)

Stiamo facendo un’arte di pazienza

(I didn’t need this tongue’s summer)

Di innamorarsi

(I keep my mouth one inch

From this death wall)

Lauretta (Laura)

Piccola mia

Tiene gli occhi aperti

(My special night was a birth)

Hai ascoltato, era il vino rosso

Waking (e dimenticando)

Turning (i libri siedono maliziosi)

The city streets are wax this morning

And sawdust

And men and women

Of the Lord, they sang and loved

(Cantato e amato,

Attraversavano la notte)

Hands of the freeminds

I see lines blurr as they land me

Lead me to the place

(Alla strada da sola)

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Decadenza

SAMSUNG

Palazzoni nobiliari ormai dimenticati
si alternano uno accanto all’altro
come se fossero una sola muraglia.

Oggi questo palazzone è aperto ma pericolante.
C’è una mostra d’arte e le persone si affollano
Le rampe delle scale sono inagibili, consumate dal tempo
intonaco staccato, umidità e incuria.
Persino le piastrelle mancano, le hanno asportate violentemente.

Cosa rimane dell’antica gloria?
Guarda il soffitto, gli affreschi sono ancora lì.
Guarigione e macerie, un cantiere aperto nel centro storico.
In questa atmosfera decadente le opere d’arte
sono manifesto dolente
di una città che vuole dimenticare.

Costantino piange dimenticato e dichiara:
” Cosa può salvarci?
Solo un voto alla santa
un intervento divino
che ci salvi dalla peste della dimenticanza
Per grazia ricevuta e riaperta”

SAMSUNG

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Vagare vago

kaszowo

Kaszowo station
in the middle of nowhere.
Un timido sole mi scalda le spalle.
Domenica solitaria. Pensieri dispersi. Voglia di perdermi nei
labirinti mentali di cui ieri parlava Savin con accento salernitano
dopo una discussione sulle vecchiette con le antenne puntate su Radyo Maryia.
Passano altri ciclisti domenicali per la stazione.
Aspettando un treno che non passerà mai.
Polline dovunque ma allergia in pausa.
Calma naturale fuori dal tempo, in lontananza solo il rumore degli aerei.

Finora ho cercato lo stordimento dei sensi , la vertigine alcolica,
capire il meno possibile e lasciarmi guidare dall’istinto.
Adesso voglio interagire, voglio capire di più.
Oggi mi ha preso la forza espressiva del teatro.
Questa rappresentazione si chiama -Chumury-le nuvole di Aristofane
Socrate messo alla berlina e con lui tutti gli intellettuali che vedono
le loro divinità nelle nuvole.
Tutto in polacco e continuo a non capire, ma intuisco.
Tanto più tardi tutto si perderà nel fondo di diversi bicchieri di birra
e domani parleremo di altro.

diabe

Altro evento teatrale, altra scena.
Stavolta si parla di diavoli che scendono fra gli uomini e
ne prendono le sembianze perdendo la loro diabolica immortalità.
Durante l’intervallo ecco aggirarsi tante ragazze demoniache conciate da diavoli
agli ordini del gran maestro Belzebù.
Corrono e si rincorrono, nella realtà sono fresche maturande
invasate che corrono per i corridoi della loro ex scuola.
Da domani la vita li riporterà nella realtà
per ora godetevi il vostro attestato e le vacanze.