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I fiori non più blu

gentianebleuoptimise
Il quindici gennaio duemilaquattordici, sul far del giorno, il duca Ciraino uscì dal balcone del primo piano
della sua residenza sita in Contea Mongherbino, per considerare la situazione storica.
La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là.

C’era Raymond Queneau che aveva finito il suo scritto e si vantava di aver scritto qualcosa d’incredibilmente innovativo.
Aveva abbandonato il conte d’Auge e Cidrolin al loro destino e nella loro dimensione atemporale.
I malcapitati bevevan Calvadòs con dei Normanni che vantavano
di aver dominato quelle terre ormai abbandonate anche dall’Italia.
Quello che stupiva più di ogni altra cosa erano queste Makkine;
bestiole vive e quackeggianti che corrono in tutti i sensi sulle loro zampe rotonde.
Non mangiano niente di concreto e bevono petrolio.
Quando cala la notte, gli si illuminano gli occhi.
Le scorgo nei sogni a migliaia, a miriadi, a legioni. Le vedo invadere le vie e le strade.

-Da parte mia ho messo un po di baggianate tipicamente mie e le ho arricchite con le tue parole, caro Raymond.-
Dissi incontrando l’autore che mi guardava con fastidio
-Sei un ladro oltre che un fanfarone farfallone, brutto insulso spiritoso spirito libero!-
rispose l’autore che mangiava con una voracità incredibile alcune pietanza pie.
-Suvvia, il giovine non sa quello che scrive e nemmeno quello che dice-
Rispose il conte D’auge mentre finiva il suo Calvados.
-E poi, dicimocela tutta, altri hanno analizzato e sviscerato il tuo libro
lui non riesce a farne nemmeno uno tutto suo, non è vero?-
-Di certo non puoi tradurlo perchè l’ho già fatto io piuttosto bene-
Rispose Calvino che aveva avuto a che fare con diavoli che fanno pentole senza copernichi.
-Io stesso mi sono lasciato tirare per il lembo della giacca traducendolo, “trans ducere” o meglio
portando oltre il nostro romanzesco romanzo.-
-Ma a che pro?- risposi io piuttosto frastornato.
-Per il qui pro quo della letteratura-
disse Raymond
-Cosa vuoi capirci tu? Non sai spiegarmi la differenza tra la storia universale in generale e la storia
generale in particolare-
-Oh, Poffarmio! Chiedo venia. Volevo solo fare un esercizio di linguistica-
-D’accordo ma togliti dalla testa l’idea di scrivere e di vendere o di tradurre,
sono tre cose che non portano da nessuna parte-
-Bee, Bee- rispose la velina Felisa che la dava a vedere
-Vuoi dire “ape, ape” in inglese?- risposi prontamente portando una caraffa di essenza di finocchio
che tutti bevvero con avidità.
-Non voglio dire nulla- disse la velina -Ho troppo da fare al ministero!-
-E allora perchè mi hai portato in questo sentiero heideggeriano?-
interruppe Calvino infastidito
-Soltanto per farti vedere come ho affrescato le caverne di Lescaux e di Altamira!-
rispose la suddetta con un certo fastidio mentre bruciava dei libri a casaccio.
-Scusate continuo a non capirci più nulla.- Interuppi io -Caro mio Queneau, che no che si, il tuo libro rimane così-
-Bibbidi bobbidi bu-
rispose mentre faceva fiorire dei fiori blu dal fango della storia
Mi lasciò dicendomi:
-Continua a sognare che qualcosa di buono salterà fuori.
in francese sognare e rivelare sono un po la stessa cosa ma sta attento con le storie inventate.
Rivelano cosa c’è sotto. Tal quale come i sogni.”

Se ne andarono tutti in una taverna ad ubriacarsi.
quindi salirono su di una chiatta ancorata al porto di Aspra e poi sbarcarono ad un camping per campinghe
dove incontrarono i famosi preadamiti.
Li restarono perchè piovve per giorni e giorni.
C’era tanta nebbia che non si poteva sapere se la chiatta restava se la chiatta andava avanti o indietro
o se restava ferma.
Alcuni fiori blu uscirono fuori pieni di sogni e di lauree strane.
Ma ancora tanto fango rimane e non sempre sforna dei fiori blu

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Happy Fanio

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Dopo la zia Santa Claus (quella che aveva rianimato lo spirito nasalizio intercontinentale, nonchè rianimato Babbeo Nasale) arriva a completare il circolo dei matti Danno Capo, il mattacchione che rompe tutto quello che è vecchio per portare cose nuove e inutili.
Ma costoro non hanno fatto i conti con Happy Fanio, il più terribile dei tre spiriti nasalizi.
Happy Fanio arriva di notte come le mignotte che lo accompagnano.
Non lo vedi ma c’è, e invece del carbone ti porta a Porta Carbone e ti rimpinzia di cibi ipersupercalorici, come se le abbuffate dei giorni scorsi non siano bastate, e lì ti lascia affidandoti alle amorevoli cure degli scaricatori di Porta.
Non ha le scarpe tutte rotte ma delle ciabatte malconce e non ha una scopa volante ma una 600 che non fa più di 60 km in discesa e consuma come una euro -1.
Non si porta via le feste ma ti fa la festa.
E a chi ti dice; ” Ma chi ti ci porta a porta carbone?”
Tu rispondi;” Mi porta lo spirito di porta a porta che non porta ma che riporta la porta della vecchia porta  che non sopporta la vita torta e storta della morta”
Con questa formula scongiuri una congiura e ti giuro che giuri di non averlo mai visto.