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Passo e chiudo


Cari lettori, naufraghi del web, estimatori, simpatizzanti e amici di mio fratello.
Vi scrivo queste poche righe per annunciarvi una decisione maturata stasera
dopo una serie di starnuti e malori vari.
Questo blog chiude per l’ennesima e credo definitiva volta.
Le ragioni sono molteplici e non tutte giustificate.
Diciamo che ormai non mi visita nessuno e la mia pagina su facebook non ha più senso.
Ho perso la leggerezza e il piacere di scrivere per il blog.
Mi sento frustrato e disgustato da tutto ciò che mi circonda e trovo un comodo rifugio
tra i tanti ricordi sparsi di questi anni di avventure all’estero.
Non credo più alla scrittura e alla sua forza espressiva; troppe persone ormai scrivono e
riempiono il web di sciocchezze ( per non dire cazzate) varie.
Niente m’ispira come i viaggi che continuo a fare, ma di questi non riesco a ricavarci niente
di particolarmente interessante da tradurre per il blog
(Del mio ultimo viaggio non sapete e non saprete nulla)
Insomma, dopo 4 anni di alti e bassi, di avventure alcoliche e reali,
di esperimenti di scrittura ed esperimenti di vita, di ballate e fughe nei boschi,
di deliri festanti e festosi consumati con i miei compagnoni d’avventura ( che preferisco ringraziare
di persona nei prossimi giorni)
Chiudo, anzi passo e chiudo
come si diceva una volta parlando al Walkie Talkie
(chissà che fine hanno fatto?)
Io continuo a sopravvivere
e mi ritiro a scrittura privata.
Una frase che letto di recente
leggendo “Assassinio a Prado del rey”
Di Vazquez Montalban
” Scrivere è come fabbricare piatti per il tiro
al piattello o partorire piccioni per il tiro al piccione”.
Mi ritiro, e uso le tre parole chiave del Dedalus di Joyce;
Silenzio, Esilio e Astuzia.

Se volete leggere un blog più interessante
passate da queste parti
http://stupefatti.blogspot.it/

In confidenza, non ho mai saputo scrivere bene
al liceo facevo dei temi appena sufficienti
(ero appena sufficiente in tutto al liceo)
Quando la sufficienza cominciò ad infastidirmi
chiesi consiglio a Tonino
che mi spiegò, pazientemente, come dare senso alla scrittura
e non morire d’improvviso come Bagheria ha fatto da almeno
venti anni a questa parte.

Ho detto troppo o troppo poco.
Sta di fatto che
di ragionati deliri non ne farò più
almeno su questo blog
Adieu

Con affetto
Fabio Cirello