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Lost poems

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Poesie perdute nel tempo che ho ritrovato
leggendo ” I canti del golfo” di Castrense Civello del 1951.

“L’estate, Sirena verdazzurra, danzava 
lungo spiagge d’oro e mentre scioglieva
sul mio cuore, schermo di sogni e di follie
le sue verdi chiome, intorno rifiorivano
ombre, vampe e musiche di flutti…
onde, onde turchine
come donne annodate e snodate:
oh l’oro dei loro corpi!
Tutte le sere vedo sorgere
sul tuo grembo fiorito di zagare, o Baia D’Aspra,
i fulgidi timoni delle Orse viaggianti
per abbracciare la gloria dell’universo”

Fedele mare di Baia d’ Aspra, a te ritorno ancora, 
irradiato dalla rossa gioia dell’aurora
fra tue selve d’aranci, pini, ulivi,
sopra Capo Zafferano, alta, aguzza prora 
di Sicilia.
Tu mi saluti ospite gradito
a le soglie oceaniche dell’Infinito,
armonioso d’astri e d’atomi fuggenti
per vie d’arcobaleni, come quando ero fanciullo, 
elettrizzato dall’orchestra dei salmastri venti.

Allora, o baia d’Aspra, tu eri l’inferno
dalle pareti di macigno, dove strani
frumenti d’alghe esalavano il fascino 
dei tuoi tentacoli, 
sotto voli remeggiati di gabbiani.

 

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