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Saluti dall’estero

Oggi una sottile pioggia bagna i miei pensieri.
Avevo bisogno di questa caffetteria per scrivere
dei miei ultimi giorni in questa maledetta città romantica
come se già non ce ne fossero abbastanza di città simili.
Il fascino antico è tutto in quelle vecchie mura del centro
che di sera si animano di luci e suoni.
La movida, con la sua allegra baraonda spagnola, arriva chiassosa
anche da queste parti portando allegria e frenesia al canto noncurante
degli Erasmus viaggiatori studenti.
Tutto intorno un brulicare di voci e suoni
che rapiscono i cuori delle giovani donzelle nordiche:
“Mira esta chica esta muy guapa….vamanos!!….
Sorry,Sorry,Where you come from?”
SPaniards and spanish
e parte la fiesta goraca-caliente.
Quando le ragazze ballano sembra facciano l’amore
o si preparino a farlo.
E tutto uno sculettare incredibilmente sexy e provocante.
Poi, il giovane affascinato ed eccitato si prepara per il
“something more” previsto ma la ragazza non ne vuole sapere
e dice:”E stato bello, addio, non cercarmi più sono sposata o felicemente fidanzata”.
Ed ecco che a rovinare la festa ci si mette anche il solito ubriacone molesto
che esclamava:”Co to Kurwa jest?” è magari sta pure per rifilarti una cinquina
se non fosse che sei straniero e devi bere con lui almeno una cinquina di shoettini di wodka.
La vertigine sale ed anche il senso di vomito.
Mi siedo per alcuni minuti nel divanetto pronto per ripartire
ma gli occhi cedono e cascano.
Mi risveglio con il buttafuori che in un inglese molto base mi dice:
“Vai a dormire da un’altra parte, cazzo!!”
E mi scaraventa fuori nel freddo della notte.

Intanto lei arriva con le sue lunghe chiome bionde.
“Ciao, scusa il ritardo ma è l’ora di punta. Hai fame?”
Chi sei? Sei quella che ieri sera al meeting si era seduta
a fine serata rivolgendoti la parola senza che tu dicessi nulla.
“Mi piacciono i discorsi stravaganti e le parole a casaccio”
“Benvenuta tra amabili sognatori, prendi una rosa tanto non è mia”
“Bella! Grazie! E adesso che si fa?”
“Si va a ballare. Il resto del gruppo si sta trasferendo verso il disco pub sotterraneo”
Arriviamo nel locale con il karaoke strillato da gente ubriaca.
La gente balla, si spinge, canta e rimbalza da una parte all’altra.
Andiamo al bar per altre pinte quando un ubriaco ungherese
si avvicina e aprendo il portafogli perde una quantità non calcolabile
di valuta straniera.
Sorry, Sorry, al solito…
Continua il rendez vous sconclusionato
e originale. Salta fuori la storia della mia ex moglie Ania con cui sono
stato sposato per 5 minuti dopo aver fatto l’amore per 3 minuti.
Tutti rapporti molto intensi e brevi.
Sigliamo il nostro nuovo amore con una fede fatta di cannucce da cocktail
accompagnando la nostra promessa d’infedeltà bevendo dal boccale di birra che
l’ungherese ubriaco di poco fa ha comprato per noi intonando “Buonasera, signorina, buonasera…”
Ritorniamo fuori e ci ritroviamo a ballare questa canzone aspettando l’autobus.
“Così adesso siamo qua e io ti chiedo: Come la vedi la storia?”
“Scrivimi qualcosa prima che tu sparisca per il mondo”
“On n’habite pas un pays, on habite une langue! Come diceva Cioran”
“Non si abita un paese, si abita una lingua!”
” E Tu cosa hai abitato? Una lingua o un paese?”
“Entrambi intensamente e brevemente”

 

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