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Stupefatto della chiusura

Ricevo e pubblico una considerazione di Sigismondo Venceslao
sulla chiusura di stupefattiblog.

Caro blog amico di stupefattiblog che resisti da 5 anni senza scrivere niente di rilevante
che ti chiami Cirelliade
Mi meraviglio, anzi mi sento stupefatto, nonché stupido-fatto
nel sapere che il nostro caro blog stupefatto abbia finito di pubblicare.
Non conosco le ragioni e  credo siano dettate da un certo
scassamento di cabasisi per chiunque gestisca un blog,
considerazione che lascio a voi amanti del blog.
La scrittura è un lavoro serio e il blog può esserlo
ma, come tale, deve ragionare seriamente.
Google ads, pubblicità, annunci e modi di raccattare danari.
Ma certi progetti danno i risultati con pazienza e costanza.
Bisognava aspettare e continuare a lottare contro tutto e tutti
cercando di essere quanto più originali possibili, impresa difficile

c’è una frase che mi ha colpito di questo blog:

Scrivere per mestiere è come avere sempre accanto una ragazza bellissima, che ti smuove dentro notevoli istinti erotici, ma che per qualche motivo odi dal più profondo del tuo cuore e – per orgoglio – non vuoi toccare neanche con un dito.
Se scrivi per mestiere in qualche modo devi essere innamorato della scrittura.
Se scrivi per mestiere in qualche modo si tratta di un amore vissuto male, pieno di urla e litigi.
Scrivere deve essere questo, non solo fare qualcosa di serio.
Deve essere un bellissimo specchietto per le allodole
che ti porterà a scrivere un libro che nessuno leggerà vedi
riflessione che lo stesso stupefatto ha espresso così:
Spieghiamoci. Pubblicare un libro di per sè non serve a niente e non significa niente. In Italia si pubblicano tra circa 70mila libri l’anno. Circa 20 libri al giorno. Abbiamo credo il maggior numero di case editrici in Europa, gran parte delle quali non sono altro che trafficanti di illusioni, criminali profittatori pronti a spennare il pollo di turno, lo scrittore ingenuo e sognatore, fotterlo definitivamente, ingannarlo e metterlo alla berlina senza che lui se ne accorga e probabilmente non se ne accorgerà mai. Ricordiamoci SEMPRE che meno del dieci per cento della popolazione legge più di un libro al mese. E che praticamente 99% delle pubblicazioni cartacee sono nient’altro che puri sollazzi ombelicali di gente che scrive per sentirsi qualcuno, farsi figo o pompare il proprio ego malato.
Detto, anzi, scritto questo arriva il mio punto di vista.
Il blog è stato curato e ben fatto.
Scomodo e sconveniente al punto giusto.
Locale, molto locale, ma con pretese globali
che non guastano.
A mio parere è stato un gran bel calderone
dal quale sono usciti fuori alcuni miei scritti niente male.
Doveva continuare o fermare le pubblicazioni?
Difficile rispondere.
Ogni cosa a suo tempo
e il tempo di stupefatti è finito.
Qualunque cosa verrà dopo
sarà meno stupefacente e/o più reale.
Spero che il patrimonio degli articoli non si perda nel mare magnum del web.
Spero che l’autore e la redazione facciano qualcos’altro di altrettanto stupefacente in futuro.
Spero che ci siano altre cose stupefacenti che stupiscano
perché soltanto avendo un sano stupore si resta umani di fronte
al continuo e incontrollato flusso d’informazioni preoccupanti.
Solo un sano stupore e la voglia di stupirsi
ci salveranno dalla disinformazione o mala informazione.

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