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Troppe informazioni e poco tempo

information-overload

“Sono circondato
Non ho scampo
Devo informarmi
Avere la mia opinione
è necessario
Lasciare un commento
Anche il più stupido che esista”

Così scrisse in una lettera un certo Baldassare al suo amico Andrea.

“Ti prego di leggere la lettera, è di carta e arriverà con ritardo
ma non importa. Non ho nessuna fretta di comunicare in tempo reale.
Quanto dico oggi è valido anche per domani come tra un mese.
Magari fra due non sarà più d’attualità
ma al momento rimane questo inchiostro che sporca questa carta con parole ancora vive.
Scrivere per me significa imbrattare la carta.”

Andrea dirigeva un giornale cartaceo che non usciva più su carta.
Le fasi del declino erano arrivate gradualmente.
Prima era un quotidiano ma l’impegno era troppo oneroso e pochissimi ricavi.
Si passò al settimanale con risultati migliori ma non entusiasmanti.
Quindi si arrivò al mensile cartaceo con possibilità di scaricarlo a pagamento dal sito.
I risultati modesti richiedevano un altro orientamento
e le tette e i culi in copertina non attiravano più come una volta.
Adesso esisteva il sito del giornale “La gazzetta di Egharbia”
ritrovo di tanti capi popolo e politicanti da strapazzo che avevano l’onore di essere “top commentator”.
E  navigava nel mare magnum di webzine e blog con una certa autorità
per la realtà locale affamata d’informazioni come non mai.

Ma chi era Baldassare?
Era un ex giornalista free lance
intellettuale da piazza ma con una buona cultura di base
sarcastico ma mai sopra le righe.
Uno che non le mandava a dire ma che cercava il silenzio e la riflessione.

“Sono finiti i tempi della piattaforma democratica- partito di sinistra alternativa
che aveva ottenuto buoni risultati sul territorio- Adesso è tempo d’isolamento e silenzio.
Dove mi trovo? Lontano, più lontano possibile da questa città malata che adesso mi manca
come il pane. Devo ricrearmi come contadino e apprezzare i lunghi tempi d’attesa.
Ai cittadini dico soltanto riscoprite la terra e riprendetevi il vostro tempo.”

Andrea aveva pubblicato quella lettera sull’homepage del sito sotto un titolone in nero che recitava
“Oggi chiudiamo, forse per sempre, Addio Egharbia”
Da quel momento la redazione non esisteva più
e Andrea non era più il direttore di nessuna webzine o gazzetta online.

Da parte delle istituzioni soltanto dispiacere e attestati di stima
ma non un centesimo che fosse uno.
Finita una storia cominciata 5 anni fa per scherzo e per trovare una risposta creativa alla disoccupazione.
Quella sera la redazione si riunì per l’ultima volta
E al grido di “La verità non esiste”
si ubriacarono al pub della gazza dove lasciarono 25 euro a testa e le illusioni degli ultimi 5 anni.

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