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La scommessa: dalla stanza sul mare all’Europa

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Cari lettori ed estimatori vari

In questo momento storico carico di precarietà e incertezza
sto cercando di reinventarmi come meglio posso e credo.
I miei anni di pellegrinaggi mi hanno riportato qui da dove ero partito con alterne fortune e sfortune. Progetti precari e lavori precari si sono susseguiti.
Ora ritorno a casa, non definitivamente, mi rilancio come “insegnante-scrittore e progettista di mobilità free lance” entità da definire ma in continuo mutamento-movimento.

Comincia una scommessa, spero sia vincente nel giro di alcuni mesi.
Da oggi son su FB come:
“INFO POINT-lingue e dintorni”
faccio quanto detto in precedenza e molto altro.
Ritorno qui per cercare di darmi un’occupazione quotidiana che sappia guardare oltre e rinnovarsi.
Non muoio quindi ma mi evolvo
per info andate qui
https://www.facebook.com/pages/INFO-POINT-lingue-e-dintorni/1394165264245149?sk=timeline
Presto arriverà un altro blog, una pagina google + e twitter

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Imperdonabile peccatrice

Era il 1999 e io non uscivo dal mio guscio di certezze.
La mia stretta cerchia di amici, il posto dove passeggiare, la mattina al mare, anzi no, soltanto all’imbrunire, giusto per mantenere un candore pallido poco estivo.
Vestirsi di nero per non confondersi con gli appariscenti tipi da spiaggia e quel non so che da scoprire che era l’amore o almeno ci somigliava.
Credo di aver perso il senso del tempo con te, tipo come se oggi fosse il 13 luglio 1999 e l’aria è troppo calda per pensare qualcosa d’impegnativo
e i giorni passano lentamente e stancamente nell’afa estiva.

Conserva tutte le lacrime, nascondile dentro che ad Ottobre sgorgheranno fuori bagnate dalla prima pioggia di fine estate. Tu speri che lei non lo sappia, passeggi inquieto con gli altri discutendo per lo più di banalità.
Oggi ho fatto un bagno ma non mi andava troppo, l’ho fatto per disperazione, per fare qualcosa in queste giornate vuote dell’estate. Di tanto in tanto vado a lavorare come ragazzo in bottega. Poche cose da fare, giusto il pavimento da pulire, gli utensili da passare e i caffè da portare.

Un modo come un altro per cominciare a capire il senso del lavoro. Ti ho pedinato per tutto il giorno tra il panettiere e il supermercato. Lo sforzo mi ha fatto sudare ma ne è valsa la pena di riempire i miei occhi di te nel chiarore diurno così forte e diverso
dalle luci elettriche della serata.

Tra questo mondo stupido e l’eternità c’è una faccia che speri di vedere sempre ed è la tua, mio caro ectoplasma femminile piccolo e fragile. Fuori dai luoghi comuni e dalle ovvie banalità direi di amarti ma non sono credibile. Incredibile pensarlo. Mettere in discussione la confortante distanza data dall’amicizia. Cos’è poi questa amicizia tra ragazzo e ragazza? Tu lo sai perché l’ami e l’hai mandata lontana, fuori dalla mia portata, la fai rimpicciolire, sempre più piccola e invisibile ma non puoi mandarla troppo oltre. Adesso è di nuovo qui e canta come un angelo.

Che tu sia maledetto, caro amico mio, non potrai togliermi questa imperdonabile peccatrice.

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Ricordami di ricordare

Jpeg
L’ho posto nel post-it giusto

Da oggi,se voglio e se posso,vado avanti
Con post brevi e immagini catturate dal nuovo tablet.
Passato Aprile senza post
(Secondo Eliot nel waste land, il mese piu crudele)
Arriva Maggio che ha fatto a meno del vostro coraggio
E, intanto, ecco del cantautore l’omaggio

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Anniversario-Intervista all’autore

Cosa ti spinge a scrivere su questo blog?
Non so, forse uno spingitore di scrittori per il blog.
Perché lo fai?
Non ho niente di meglio da fare.
Hai progetti futuri per il blog?
La conquista di altri mondi e delle lune abitabili.
Cosa ti aspetti da questo blog?
La pace nel mondo.

Intervista minima al creatore-ideatore del blog
Bersello Berselli