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Imperdonabile peccatrice

Era il 1999 e io non uscivo dal mio guscio di certezze.
La mia stretta cerchia di amici, il posto dove passeggiare, la mattina al mare, anzi no, soltanto all’imbrunire, giusto per mantenere un candore pallido poco estivo.
Vestirsi di nero per non confondersi con gli appariscenti tipi da spiaggia e quel non so che da scoprire che era l’amore o almeno ci somigliava.
Credo di aver perso il senso del tempo con te, tipo come se oggi fosse il 13 luglio 1999 e l’aria è troppo calda per pensare qualcosa d’impegnativo
e i giorni passano lentamente e stancamente nell’afa estiva.

Conserva tutte le lacrime, nascondile dentro che ad Ottobre sgorgheranno fuori bagnate dalla prima pioggia di fine estate. Tu speri che lei non lo sappia, passeggi inquieto con gli altri discutendo per lo più di banalità.
Oggi ho fatto un bagno ma non mi andava troppo, l’ho fatto per disperazione, per fare qualcosa in queste giornate vuote dell’estate. Di tanto in tanto vado a lavorare come ragazzo in bottega. Poche cose da fare, giusto il pavimento da pulire, gli utensili da passare e i caffè da portare.

Un modo come un altro per cominciare a capire il senso del lavoro. Ti ho pedinato per tutto il giorno tra il panettiere e il supermercato. Lo sforzo mi ha fatto sudare ma ne è valsa la pena di riempire i miei occhi di te nel chiarore diurno così forte e diverso
dalle luci elettriche della serata.

Tra questo mondo stupido e l’eternità c’è una faccia che speri di vedere sempre ed è la tua, mio caro ectoplasma femminile piccolo e fragile. Fuori dai luoghi comuni e dalle ovvie banalità direi di amarti ma non sono credibile. Incredibile pensarlo. Mettere in discussione la confortante distanza data dall’amicizia. Cos’è poi questa amicizia tra ragazzo e ragazza? Tu lo sai perché l’ami e l’hai mandata lontana, fuori dalla mia portata, la fai rimpicciolire, sempre più piccola e invisibile ma non puoi mandarla troppo oltre. Adesso è di nuovo qui e canta come un angelo.

Che tu sia maledetto, caro amico mio, non potrai togliermi questa imperdonabile peccatrice.

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