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Aspettando il turno


Il turno negli uffici pubblici è un qualcosa di provante e sfiancante
anche per le persone dotate di grande pazienza e calma.
Il numero che si prende all’entrata è per tutti e a volte provoca proteste.
C’è chi regala il proprio numero perché stanco di aspettare e se ne va via dicendo:
” è uno schifo, è una vergogna!”
Oggi, complice la canicola estiva, la sala era più affollata del solito ma non troppo calda.
LA gente stava in silenzio (INCREDIBILE!) e non soffriva più di tanto il caldo.
Alcuni erano lì senza un preciso motivo giusto per godersi la frescura dei condizionatori
o per attaccare discorso con alcuni sconosciuti complici delle disgrazie quotidiane.
Questi sono una sparuta minoranza, il resto è lì per alcuni valide e fastidiose incombenze burocratiche del tipo:
“Mataddari a pinsianu sinnò stu mesi un manciu!!”
Oppure lamentele varie
“Sta cassa mutui un funziona! A reggioni un avi picciuli, L’inps sta falliannu!”
Fra i tanti stanchi avventori ecco imporsi all’attenzione degli astanti due figure particolari veri animatori della scena:
L’anziana signora borghese caduta in povertà che ha guidato da Palermo
e il custode del cimitero che soffre di pressione alta.
All’inizio i due dialogano tranquillamente parlando di caldo, numeri sul display, soldi che non bastano mai e
vincite al lotto.
La signora racconta con fare appassionato come abbia vinto, nel lontano 1954, la bellezza di 40 mila lire giocandosi
i numeri civici della sua via di residenza. Questo è solo un pretesto. Complice questo divertente episodio, la signora racconta dei suoi due ex fidanzati che l’hanno corteggiata per ben 3 anni portandole mazzi di rose e petunie, dei giovini d’oggi che pensano solo al sesso, dei suoi due figli infelicemente sposati e divorziati che convivono con una ucraina e una rumena ” ca ci stannu futtennu a casa” e del marito sofferente.
Il racconto prende una buona mezz’ora in cui il display rimane bloccato al numero 91 mentre in giro si vocifera che sia entrato il numero 94.
Immediatamente si alza un drappello di coraggiosi contestatori, capitanati dal custode, che si dirige con passo deciso verso l’ufficio dell’impiegato che ha dimenticato di aggiornare il display.
Partono urla, rimproveri e accenni di rissa al malcapitato vigilante che si sente dire dal nerboruto custode:
“Un mi tuccari a si nno ti posu ru boffi!”
Il vigilante tenta di farlo ragionare ma per tutta risposta riceve tre schiaffi, due spintoni e due ditate.
La situazione si complica quando l’impiegato afferma:
“Ora me ne vado a casa se non mi fate finire il mio lavoro!”
Il custode replica” se nesci ti rompo il culo pezzimerda!”
Arriva la signora che lo calma dicendogli domande sconnesse e insensate del tipo:
Che lavoro fai? Dove sei nato? Come si chiama il tuo cane?
Il custode è confuso e con la pressione alta ma si siede invitato dalla signora che gli porge un paio di fazzoletti
dell’acqua e numeri da giocare. La moglie del custode se la ride e pare guardarsi intorno in cerca di complicità.
Arriva il turno del custode e tutti temono possa scoppiare una rissa.
Dopo manco tre minuti esce il custode che, chissà perché, ce l’ha con l’impiegato.
Mi aveva promesso ca il coso si aggiornava in automaticamente, ora mi dice che io non ho indirizzo!
Basta! non ci parlo cu stu strunzu ca si metti a facci iminkia .
La moglie lo tranquillizza dicendo che è un errore del computer ma il custode sta già spiaccicando al suolo
tre quadri, una fioriera e il vigilante.
La signora  sta parlando dei mitici anni 60 con un tipo accondiscendente che acconsente senza replicare.
Il custode esce nel posto delle macchinette per prepararsi al secondo round di sfida all’impiegato e dichiara:
“Ammia sto caldo mi fa sviluppare il sistema nervoso e mi viene la pressione alta.
ma stu strunzu l’ava finiri di prendersela con me!
Un tizio nelle vicinanze dichiara:
“Fa bene a fare così perché se no non ti danno retta!
una volta a un tizio lo hanno assunto perché gli ha contestato…. la …cosa….
e per farlo stare zitto lo hanno preso!”
In giro si scatena un putiferio di domande
Ma dov’era’? Chi era? Era raccomandato?
Il tizio dice mezze parole insensate, perde il turno e se la prende con il custode che non si fa i fatti suoi.
La signora deve ritornarsene a Palermo ma ha posteggiato sotto il sole e preferisce restare fino a chiusura.
Il custode ha sviluppato un sistema nervoso molto grande che ha venduto a tutti i pazienti e a parte del personale.
Il Vigilante ha chiesto trasferimento e se n’è andato dichiarando
“Mi sono rotto il cazzo!”

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