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Contro la comunicazione?

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Tratto dal film “Perduto Amor” di Franco Battiato.
Il prof Sgalambro-Martino Alliata recita questa prefazione

“Il tramonto della scrittura si è già avviato.
La parola scritta è ridotta a segno come un’incisione sulla
scorza di un albero. Con l’acculturazione delle grandi masse
sempre vasti gruppi passano dall’oralità al gergo scritto.
I cosìdetti problemi di comunicazione spazzano via la grande avventura
della folla. Comunicare è da esseri frettolosi. Compari che con
un ammiccata, un rutto, un’alzata di ciglia segnalano le loro burrascose intenzioni. Comunicare è da insetti, esprimerci ci riguarda.
Comunicare prende esempio dal branco, dal rapido segno che si scambiano
i gruppi, dal consiglio delle mosche, dallo squittìo dei topi.

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Escursione notturna

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Al calar del sole, quando l’aria si rinfresca dalle vampate calorifiche estive,
comincia il nostro radunarsi per scoprire il tesoro della montagna del Capo.
Il gruppo di baldi giovini e impavidi esploratori si riunisce intorno all’entrata
secondaria della montagna nello spiazzo delle auto.
Subito una prima sorpresa ci coglie; v’è uno strano pozzo, un buco dentro il “cementato”
del parcheggio che pare servisse per l’acqua delle fognature del sito.
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Codesto “pozzetto” è quasi completamente ricoperto di rifiuti di vario genere,
si suppone  che i trogloditi  delle zone lo usassero
come raccoglitore indifferenziato d’immondizia
non avendo voglia nè capacità cerebrale di buttare la spazzatura altrove.
La spedizione comincia. Ci dimentichiamo in fretta del pozzetto dei rifiuti
nonostante qualcuno pensi che scavando sotto quello strato di pattume ci siano
ricchezze mai viste e monete antiche di grande valore.
La salita al monte è più ardua e sfiancante del previsto.
La carovana deve fermarsi ogni 300 metri per rinfrescarsi,
oggi l’umidità estiva ci spossa più che mai ma il gruppo resiste e si
trova compatto ad affrontare una prima minaccia data da un gruppo
di turisti-escursionisti stranieri che avanza urlando e parla una lingua incomprensibile.
Si scoprirà dopo che questo gruppo vagava
per la campagna da giorni in cerca della via d’uscita.
Sono riusciti a sopravvivere nutrendosi di bacche ed
erbe varie nonchè di resti di carcasse animali.
Inevitabilemente, quando la nostra guida li ha informati di essere arrivati a destinazione, questi sventurati hanno festeggiato saltelllando
e urlando di contentezza nonchè baciandoci contenti.
Cala l’oscurità il nostro cammino viene illuminato da torce portatili e fiaccole rudimentali.
Attraversiamo terrazzamenti coltivati a limoni, passaggi stretti e impervi, trappole dissemintate lungo il cammino per arrivare finalmente
alla grotta dei desideri meglio nota come “La grotta dell’eremita”.
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Una volta entrati, la grotta ci offre un fresco rifugio dalla calura estiva.
L’aria all’interno è fresca, intorno soltanto rocce e sabbia
a formare un paesaggio quasi lunare.
Da qualche parte nella parte di destra vi è un dipinto
di una figura antropomorfa risalente a circa 5000 anni fa.
Tutti prontamente cominciano ad illuminare la superficie cercando di avvistarne la sagoma
ma l’umidità e la scarsa visibilità nascondono questo manufatto.
Qualcun’altro, dopo un esame attento, riesce ad individuare non molto
nascosta da una pianta infestante piena di aghi, un reperto archeologico
di una certa importanza ma risalente
a soli 20 anni addietro: uno scheletro di una sedia sdraio
probabilmente usata dai trogloditi e distrutta, in atto di sfida, dal gruppo dei turisti.
La guida ci impone di non toccare la sdraio
in quanto potrebbe alterare l’equilibrio naturale del sito.
Il gruppo si ricompone e riprende la scalata
verso un altro sito importante detto “Antro degli amanti”.
In questo antro le testimonianza degli insediamenti umani non mancano.
Sia la guida che alcuni addetti ai lavori pensano che questo sito venisse utilizzato per gli accoppiamenti e per il bivacco notturno
come si vedono dalle strane scritte in simil italiano
del tipo: “Manu e Vinci amore per sempre 12/03/2014
oppure “io e te e tre metri sopra il monte” .
Non mancano resti di vesti usate nella fase d’accoppiamento e alcune bottiglie di birre
di importanza vitale per scoprire le abitudini alimentari degli uomini del tempo.
La risalita ricomincia e il racconto continua prossimamente.

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Assuefatti d’immondizia

Come si può lasciare dell’immondizia persino in spiaggia?
In un luogo che dovrebbe essere pulito nel rispetto di tutti.
Evidentemente, l’abitudine all’inciviltà è tanto radicata che
comporta la noncuranza alle più elementari norme igienico-sanitarie.
Ogni anno è il solito penoso soffrire, il solito far finta di niente e non sentire
il fetore esalato da questi cumuli.
Direte che ci avete fatto l’abitudine, è da anni che i rifiuti si accumulano in ogni
angolo di strada, che si può dire e fare tutta l’educazione di questo mondo
ma la gente continuerà a non ascoltare, a non prestare attenzione, a fare finta di niente.
Non è così. Perchè i turisti arrivano di tanto in tanto anche in posti come questo.

Naturalmente, questi malcapitati, rimangono estasiati da queste “bellezze naturali” o “installazioni artistiche popolari” da andarsene via a gambe levate e chiedersi:”ma come è possibile tutto questo splendore?”
Di certo, al ritorno nelle loro terre, descriveranno i meravigliosi luoghi visitati e gli verrà da piangere per noi che viviamo fra topi e scarafaggi con cui condividere il bagniasciuga.
Ricorderanno quel bel profumino che si respirava in riva al mare e quel rispetto, tutto nostrano, per una natura incontaminata e da proteggere.

Non basta dare la colpa ai mancati servizi comunali e alle inefficenze territoriali:
Qui saranno le future generazioni a malederci per sempre di queste tonnellate di rifiuti che non
riusciamo a smaltire e che dobbiamo mandare altrove in nome della responsabilità.
Ma tanto è estate. Qualcuno risolverà il problema per poco tempo vincendo le elezioni e noi lo ringrazieremo di cuore per averci fatto lavorare in nero e per quattro lire ma tant’è.
Così mi sentirò ripetere da tanti, troppi, cittadini che vorrebbero essere tali ma  sono ancora sudditi di padroni invisibili.
Non finisce qui la questione, statene certi.
Intanto i turisti se ne sono già andati.