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Gli alberi di limoni

limoni

Solite pratiche da sbrigare, solite corse in giro per la città.
Avanti e indietro affaccendati per poi trovare il tempo al bar
di fronte ad un cappuccino a parlare di politica, la solita maledetta!
Anche tu, quando si avvicinano le elezioni sei pronto a metterti in prima linea?
Pure tu scendi in campo pensando di dare la svolta giusta?
No, non darmela a bere!
Il tuo è il solito protagonismo spiccio condito da personal marketing,
interazioni social e popolarità effimera da selfie.
Pronto a immortalare il momento in questo vuoto regno del reale
in cui si cerca e si trova solo cosa effimere e momenti di goduria personale.
“Tu non puoi capire, stai in provincia!”
Infatti, è meglio non capire i sondaggi e il malumore diffuso.
Così nel pomeriggio faccio una lunga passeggiata per il borgo.
Solito squallore, solito lento aspettare.
In campagna due alberi stoicamente resistono
e oggi sono carichi di limoni.
Da questa giornata ne ricavo questo:
un sacchetto di limoni del peso di circa 3 chili.
Cosa ne farò? Li venderò in giro o ne farò delle limonate.
Questa oggi la mia ricchezza.

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Il festival della vanità

Arriva il festival che tutta Europa non ci invidia per la sua tradizione.
Tutti si preparano a seguire un evento che non ha più la capacità di capire la musica italiana.
Facendo il solito mix di cantanti affermati e nuove proposte voluto dal perbenismo di fondo,
ecco la vera svolta della conduzione: l’imperatrice suprema della televisione!
Proprio lei, la Filippa Maria Antonelli che, accompagnata dal presentatore “bello, bravo e abbronzato”, sicuramente intratterranno un pubblico distratto di
ultracinquantenni chiusi in casa in preda
al pericolo della globalizzazione.
Entra l’imperatrice, applausi e fiori.
Il presentatore diventa ancora più abbronzato e toscano, adesso racconta aneddoti divertenti
e fa la corte all’imperatrice. Intanto, fuori dal muro di fiori profumati, un gruppo di disoccupati
sta per darsi fuoco perchè chiede di lavorare ai politici più affascinanti che si fanno selfie con cittadini comuni.
Arriva la superstar ospite d’eccezione appena uscita dal tunnel della coca.
Applausi scroscianti e urla di fans invasati.
L’esibizionismo procede e, dopo la performance canora, l’artista slinguazza l’imperatrice
rischiando il carcere a vita. Ma la nostra è indulgente e gli da una pacca sul sedere
e il suo numero di stanza.
Continua l’esibizione e, dopo alcune canzoni preconfezionate e che invocano l’amore, si procede al’elezione del vincitore.
La vincitrice è lei; l’imperatrice Filippa. Il Pubblico applaude e festeggia con numerosi selfies. Lei non ha cantato ma ha manifestato tutto il suo potere
sulle menti dei cantanti e sui presenti.
Viva la nostra suprema grazia! Grazie a lei la musica italiana conoscerà un nuovo periodo di splendore. Le sue factory si moltiplicano producendo replicanti cantanti intonati e bravi da consumare come un panino supreme, ovviamente dedicato a lei, e nuovi protagonisti da reality
da inviare in isole sperdute o , in alternativa, in programmi di cucina creativa con cuochi
provetti che insultano tutti i partecipanti.