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lo stagista


Ultimo giorno in azienda passato a sistemare le ultime carte e a portare caffè.
Sapevo che la mia esperienza si sarebbe esaurita presto e mi sarebbe valsa l’ennesima
riga in più di curriculum da esibire al prossimo selezionatore.
Oggi chiudo le mie quattro ore settimanali nel workshop corso sul marketing dei social media.
Adesso so come valorizzare il brand, come viralizzare contenuti e come pubblicizzare al meglio
prodotti di qualità, la domanda è: sapranno gli altri darmi fiducia e capire le mie capacità?
Sapranno pagarmi per della pubblicità che  l’impreditore tipo credo già di fare al meglio
avendo la sua pagina FB e il suo sito?
La lavagna ha le parole chiave su cui fare leva;
Costruire fiducia basandosi sulla realtà e lealtà,
ma la parola chiave è Resilienza
ossia la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati.
Saprò essere resiliente?
Intanto ecco in arrivo l’ennesimo ponte festivo
e l’attesa continua

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Effetti del post-pasquetta


Oggi è un giorno più leggero, stanco ma tranquillo.
La strade sono ancora poco trafficate
e la gente pare addormentata dai due giorni pasquali.
Ampi spazi intorno, bancarelle di alimentari quasi svuotate
e ambulanti in pausa di riflessione.
In questo contesto post-apocalittico da feste totali,
una apparizione in edicola confonde la mia giornata:
il vinile di “yellow submarine”
in versione restaurata.
No, non può essere vero.
Il vinile si diceva estinto, ma intanto ritorna dalle pieghe del tempo.
Ritorna anche il film originale del 68 che riprende le mie visioni alcoliche
e festanti del pomeriggio di ieri e , per un altro giorno, la realtà diventa
più surreale grazie al sottomarino giallo
dove stavolta i protagonisti parlano in russo
secondo il link del video sotto

https://my.mail.ru/mail/afrover/video/1227/7707.html?time=133&from=videoplayer

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La bestia umana-Emile Zola

Non c’è che dire, è una bella invenzione. Si va più in fretta, si sanno più cose. Ma le bestie feroci restano bestie feroci, e avranno un bell’inventare meccanismi ancora più perfetti; nell’ombra vi saranno sempre delle bestie feroci.

Questa frase può essere declinata non solo per lo sconvolgimento provocato dall’invenzione del treno ma,
visti i  tempi, la prenderei per indicare un altro treno: quello di internet.
Su internet diventiamo più veloci di un treno, possiamo avere anche un impatto simile sulla gente, ma si può piombare su di una nuova fase di oscurità della conoscenza e non solo.
Nell’ombra tante bestie feroci (che non sanno di essere tali) scrivono, meglio dire digitano, contenuti di rabbia e
di livore, di incapacità di comprensione dei tempi.
Vomitano rancore, insultano personaggi famosi, si scagliano contro ditte, persone, oggetti e marchi per alcuni buoni motivi che forse una camomilla o una valeriana possono risolvere. Trollano, fanno hate speech, si prendono 5 minuti di popolarità per poi ricadere nell’ombra e restarvi con tutto il loro rancore.
Ma chi sono costoro? Chiunque!
Un impiegato di banca piuttosto che un disoccupato, un dottorando piuttosto che un operaio edile con licenza media,
Una casalinga piuttosto che una donna manager.
Oppure? Oppure un simpatico burlone che non esiste e non ha identità.
Una identità elettronica fatta di bit ma con raziocinio umano.
Una bestia umana che non corre più sui binari della ferrovia ma sull’iperspazio dell’ipertesto informatico.