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Nei boschi di betulle

Partenza alle ore 7 del mattino, la città dorme ancora e vi prego non svegliatela.
Meglio questo silenzio surreale al delirio di clacson che si scatenerà tra meno di mezz’ora.
Oggi il pullman parte per le falde del’Etna per portarci in un bosco incantato di betulle e pietre laviche.

L’alegra brigata si è riunita, fra i tanti che partecipano ci sono i ragazzi delle associazioni
che sopravivvono allo scoramento e alla disillusione scrivendo dei versi e dei racconti
o semplicemente suonando una chitarra.
L’uomo ormai digitalizzato e pragmatico che è in me li osserva con invidia, almeno loro non sono
ancora abbrutiti e vivono lottando per qualche euro in più.
All’inizio il chiasso e le urla ci accompagnano per strade dritte e soleggiate

Si arriva dopo due ore di viaggio in un bosco incantato che sembra provenire dalla fantasia di uno scrittore inglese:
intorno nebbia e umidità quasi a nascondere le conifere e i cespugli.
Proseguiamo il viaggio e arriviamo a 1400 metri di altezza sotto l’ombra del vulcano possente ma pacifico.
Troviamo altri personaggi in mezzo al bosco tra i tavoli imbanditi e i bicchieri di vino.
Carni alla brace, selvaggina, insalate e altre leccornie.
Ci aspettavamo un profuvio di versi, ci siamo accontentati del loro ego e di parole biascicate e mangiucchiate
quasi usurate e già usate sicuramente.
Il mio incontro non è stato con i poeti italiani ma con gli omologhi stranieri.
Come al solito, vado oltre l’italiano parlottando in francese e inglese con gente sconosciuta.
Ma siamo arrivati in ritardo e i poeti vanno via prelevati dalle auto di servizio.
Noi restiamo a goderci il sole e le betulle a fare il punto dei nostri versi o scritti
ispirandoci e volando alto.
E ora bisogna ritrovare la via giusta per ritornare

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Storie di ordinaria sporcizia

Il suono selvaggio e insofferente dei clacson mi sveglia da un sognante torpore.
Mi ero bloccato a pensare a questa palla di cartacce  che staziona nella caditoia;
è una palla di modeste dimensioni, alta non più di mezzo metro, eppure ha intrappolato dentro di sè
volantini pubblicitari, volantini elettorali, sigarette, pacchetti di sigarette e vaschette di patatine.
Questa palla si è conficcata tra un auto posteggiata in terza fila messa di traverso ad occupare
mezza corsia e un marciapiede con le mattonelle divelte. Si sa, è difficile trovare posteggio e tanto si fa in fretta solo per prendere un paio di scarpe al negozio
“Faccio in un attimo”
avrà pensato il genio dei posteggiatori proprietario dell’auto che è un modesto SUV di soli 60000 euro, non si può sperare in qualcosa di meglio, c’è la crisi del resto.
Trovo il posteggio in una specie di piazzone deserto dove oscuri ceffi mi osservano con fare indagatore.
Non sono della zona e non avrei dovuto invadere il loro terriorio.
La contesa viene placata dietro pagamento di tassa per il posteggio con la rassicurazione di non preoccuparmi,
la mia auto verrà “taliata” fino a notte inoltrata.
adesso mi sposto a piedi e in giro noto simpatiche installazioni di monnezza, tipica caratteristica del luogo che tanto affascina i turisti in cerca di caratteristico folklore:
Ecco l’opera “albero con coca e birre”

Più avanti si trova l’installazione:”Sottoscala di carta”

Il giro continua e altre installazioni meravigliose, tutte in pieno centro,
stanno per entrare in questa galleria d’arte contemporanea…