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Dialogo notturno di un precario errante


Così, per l’ennesima volta, hai bisogno di andare per avere una parvenza di lavoro e/o di vita?
Si, funziona così, è la globalizzazione, bellezza!
Però ti è piaciuta la pacchia? Ti è piaciuto il disimpegno, il lamentarti sui social, criticare tutti e tutto schifandosi della solita enorme merda che avvolge qualunque agire politico/sociale-economico di questa terra disperata?
Ti è piaciuto farti campare e lasciarti campare?
Si, ed è stato durante una ubriacatura molesta che hai capito che si poteva e doveva cambiare approccio e modo di fare pur sapendo che eri ancora prima dell’inizio e che le difficoltà e buoni consigli di tanti ti avrebbero portato a lasciar perdere, ad accontentarti, a non pensarci e ad accettare la solita carità elemosinata di un lavoro tanto per averlo, di una ragazza che magari manco ti ama e di una unione basata sul niente e sul vacuo nulla che ci circonda?
E adesso cosa vuoi? cosa cerchi?
Dignità a una vita che la televisione ti ha sempre detto perfetta
e mai reale. Dignità per te stesso e per i tuoi figli se mai ne avrai. Dignità per quello che pensi di poter fare con la tua grinta ma che, inevitabilmente non fai perchè la gente non è pronta, non vale la pena o è troppo rischioso ed è meglio portarsi a casa il misero stipendio e i discorsi di cui sopra.
Che la rabbia canalizzata esclusivamente nei social era fine a se stessa è funzionale ma per niente costruttiva. Che bisognava agire sbagliando cento volte piuttosto che lasciare agire e criticare per partito preso. Che il lavoro culturale deve avere una dignità e fare una associazione culturale non è solo un passatempo costruttivo ma una missione forte. Che forse è meglio scappare per l’ennesima volta piuttosto che tentare di agire alla meno peggio o tanto per fare qualcosa. Che è meglio restare in questo limbo di potere e volere fare piuttosto che andare in giro a rompere e distruggere tutto l’edificio di convenzioni borghesi e pagare con la vita manco fossi un martire o un terrorista.
Che passata l’ubriacatura tutto tornerà magnificamente inutile e schifoso e ci sguazzerai contento nel malessere.

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Scrivere d’estate

Le dita si affannano stancamente sulla tastiera.
Pensieri formati da parole di byte compiano sullo schermo, materializzano un disagio, un bisogno, una scelta.
L’aria è appiccicosa e afosa.
Caldo vento che spira e sudore gocciolante si mischiano portandoti
in uno stato d’ebetismo felice che non fa sentire nemmeno il caldo.
Le dita che prima battevano frenetiche ora battono stancamente,
pare non siano più capaci di articolare nessun tipo di parole.
Escono sul schermo prole a parle, cioù parole, dovnvfi,
ormai la mia testa batte pure sulla tastiera.
Esco di casa. è una serena serata afosa di estate.
Gente che beve e si diverte sorseggiando l’ennesimo drink.
Un #aperitivo #moltosocial #cominciato #sutwitter e finito con #hashtagvari
per immortalare per sempre il divertimento.
Gli ultimi scritti mirano alla riduzione del superfluo, andare verso lo schiantarsi
delle parole e delle idee, per raggiungere il grado zero della scrittura
ossia Il Grado A o meglio 0 e 1.
Sto nuotando su questo mare stranamente pulito.
Le parole galleggiano e, purtroppo, galleggia anche la ciarla della gente
che si lamenta di tutto e straparla di tutto.
Posso sopportare, dopo tutto non sono invischiato nel traffico caotico.
Mi rifugio nel mio libro del secolo scorso;

“Ogni esistere immerso nel tempo, mio caro, è sterile e noioso da morire se è immerso nel tempo invece di recare il tempo in sè stesso e di creare il proprio tempo, che non corre dritto verso una meta, ma compie un circolo su sè stesso, sempre alla meta e sempre al’inizio”

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Ripartire 

Una condizione cercata e trovata.
Il viaggio non fine a sé stesso per svago, ma per lavoro e per conoscere la vita oltre l’isola, oltre le spiagge affollate. Preparare i documenti e affrontare i check-in, gli orari degli aerei e dei treni. Non più a cuore leggero e senza responsabilità ma alla guida di giovani ragazzi desiderosi di capire il mondo e imparare a vivere come imparare l’inglese. La vita riprende ad essere frenetica tra orari di riunioni, attività in classe, escursioni e animazioni.
Mi sto preparando, a dopo…