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Scheletri di case

In un freddo pomeriggio qualunque di dicembre, mentre il pranzo domenicale
si esaurisce lentamente e le luci rischiarano un triste vialone deserto,
mi ritrovo a passeggiare fuori città, tra ville abbandonate e passaggi a mari stretti.
Nel freddo del pomeriggio, in mezzo ai ristoranti familiari pieni, le auto posteggiate
in un angolo oscuro e cassonetti straripanti, ecco che saltano fuori monumenti inquietanti.
Brani di muri tirati su e lasciati marcire, muretti pericolanti e sterpaglie fitte.
Eppure lì, duranti i selvaggi e cafoni anni ottanta, tanta “imprenditoria”edilizia
aveva chiuso lo sguardo al mare regalandoci villette da vacanze belle da vedere ma illegali.
Tante villette si susseguono per la costa chiudendoci la visuale del mare.
Quando finiscono le villette, ecco riemergere dai muriccioli tratti del golfo.
Siamo nuovamente vicino al mare, siamo sul golfo.
L’edilizia è finita, la natura non è ancora morta.

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