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Museo d’arte immondezaria

“La natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che son vivi,
una foresta di simboli che l’uomo
attraversa nei raggi dei loro sguardi familiari”
Così Baudelaire nei fiori del male
160 anni fa come oggi la foresta di simboli
si è arricchita di tanto vissuto umano
che ha moltiplicato all’infinito il suo universo simbolico
da quando l’uomo ha deciso di lasciare tante tracce di sè
per la natura facendone un museo di squallide opere d’arte
permanente e sempre ricco di nuovi immondizie simboliche e reali.
Ecco cosa mi viene da pensare attraversando questo marciapiede
sito in corso Baldassare Scaduto.

Il sindaco del primo novecento, a cui è intitolato il corso, non poteva immaginare che questo vialone un giorno, oltre a collegare Aspra a Bagheria,
avrebbe ospitato un collezione permanente di “artistiche” opere d’arte immondiziaria.
Nessuno ne riconosce l’importanza ma a me capita di leggere questa carta lasciata dal suddetto artista che così scrive:

Mi prendo la briga di lasciare queste opere rifutate da tanti
in questo posto di passaggio, perchè sono un incivile e un porco ma ho il senso del rifiuto della società dei consumi
campata a clientelismo e brutture edilizie. Grazie per l’attenzione.”

Lungo il marciapiede è tutto un fiorire di numerose opere di cui allego foto:
la prima foto s’intitola
Vestiti da imballare

L’intento dichiarato è fare un pacco imballaggio
per i bisognosi dove includere vestiti, cibarie, e altro materiale utile per chi si stabilisce in un’altra città.

La seconda ha titolo
“la sedia dell’attesa”

opera emblematica in quanto ragiona sulla condizione della immobilità, e allo stesso tempo,
vuole riprendere il passato signorile della città, vista la natura della sedia, per indicare quanto questa condizione sia stata superata a favore del ritorno alla campagna e a una vita più attiva.

La terza foto riprende la prima in quanto i vestiti non inclusi nell’imballaggio precedente sono qui accatastati in attesa di venire sistemati altrove, forse il titolo presunto è “ vestiti da spedire

la quarta foto è “la striscia di carta”
opera dalla lettura provocatoria in quanto può essere presa come provocazione del mondo pubblicitario nascondendo i prodotti pubblicizzati e mettendo al loro posto un unico bianco spazio da riempire con altri beni di prima necessità, magari anche la stessa carta da differenziare.

Ricordo che la mostra è “open air”e “24h”
e “ticket free”
Anzi , chiunque voglia implementare la collezione con nuovi contributi indifferenziati può sentirsi libero di farlo secondo la propria coscienza.

Vista il grande numero di musei di tale natura, questa rubrica potrebbe essere ripresa e arricchita di nuovi contributi e di altre foto di altrettanti musei nei giorni a seguire.

 

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