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Da Totò

Era una delle tante serata alcoliche di alcuni anni fa.
Si andava da Totò a sbevazzare e raccontarci i problemi senza piangerci addosso.
Era una consuetudine quel posto, ad accoglierci c’era il buon vecchio Totò
che, lamentandosi del più e del meno, ti allungava da bere con la complicità dei vecchi compagni
di bevute che parlano di donne, motori e denaro, insomma, della vita in generale.
Lui stava sempre lì a controllare la situazione e a scolarsi un goccio di rum alla salute di tutti.

Di tanto in tanto, quando la situazione si calmava, si sedeva e raccontava le sue avventure in giro per il mondo a bordo della sua moto. Una vita “on the road” professando amore e amicizia.
I viaggi nel mezzo del deserto magherebino o le serate underground in Germania tra locali alternativi e feste rock facendo alcune capatine tra i locali a luci rosse.
Le avventure con il suo amicone d’infanzia Michele, lavorare insieme per fare quadrare i bilanci, le lotte politiche dei 70, l’attivismo e le fughe in mare a farsi un bagno a mezzanotte.

Tutte le cavolate che si fanno da giovani alla faccia dello studio universitario logorante;
“La mia università è la vita e quello che succede fuori dai vostri maledetti cellulari ruba-dati e risolvi-problemi. Non abbiamo più un cavolo di manualità, se rimani fermo in autostrada con l’auto non la puoi riparare più.
Lo stesso per i computer, non ti permettono nemmeno di sostiuire la scheda madre, sai quante volte l’ho fatto e quante volte smontavo computer per cambiare schede video e audio.
Ma ormai sono stanco. Vedo i ragazzi sbevazzare e fregarsene del domani e li invidio.
E assurdo che ancora adesso per convincere una tizia a fare l’amore devi alcolizzarla, facciamolo e basta,
si diceva un tempo “libera la tua mente” finchè non hanno diffuso l’AIDS.”

Sei andato via stanco e provato. Sei entrato in ospedale dicendo:”Ci vediamo dopo”.
Ora sei partito con il tuo motore d’annata per le spiagge del maghreb prima del turismo di massa a goderti un bagno rilassante con la tua compagna.
Ci sarà anche il buon vecchio Michele a sistemare i tavoli fuori e a passare una nottata a fissare le stelle sorseggiando wisky d’annata e rum stravecchi ascoltando del buon vecchio rock dei 70.
Addio capo, addio buon vecchio Totò.
Se vedi mio padre dall’altra parte che sta facendo un mobile
cominciate a litigare e raccontami se alla fine cambia idea su come farlo.

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