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Sono tornato- una lettura


Chi è tornato? Lui,
il “Duce” Benito Mussolini.

Impossibile? E invece sì, e costui si è materializzato nei pressi di Porta Alchemica di Piazza Vittorio
dove tre bambini giocano a pallone.
Lui è ritornato dal passato per ritrovarsi nella Roma odierna anche se crede di essere ad Addis Abeba.
Dov’è la “stirpe italica” tanto decantata? Chi sono costoro?
Sono i “nuovi” cittadini romani che vivono quotidianamente la città
mentre i romani “de Roma” stanno altrove ma non si vedono.

Lui è sempre più disorientato. Nessuno crede a questo individuo vestito da “Duce”
che adesso deve fare i conti col presente e con la sua rinnovata bramosia di riprendersi l’Italia.
Ma ormai l’impero è finito, la guerra è stata persa. L’Italia degli ultimi anni
appare come un insieme vorticoso delle facce dei 28 primi ministri dal 47 ad oggi.
Per Lui sono dei commedianti della democrazia che è ormai un cadavere putrescente.

Lui ha ormai in testa di riprendersi l’Italia e la provvidenza gli manda un documentarista-aspirante regista che lo porterà in giro per tutta la penisola per vedere cosa rimane dello spirito italiano.
Comincia così una carrelata di “italiani medi” di ogni città con i loro pregi e difetti.
Da adesso, tutti gli italiani incontrati per strada diventano commedianti  inconsapevoli di una tragicommedia da canale youtube
che diventa merce di scambio da proporre al network nazionale per lo sfigato documentarista.

L’idea piace. Lui diventa popolarissimo e cominciano le sue comparsate televisive.
Lui diventa il personaggio del giorno, il controverso protagonista da reality e da talk show
che tutti aspettavano e che ha fatto impennare l’audience del canale MyTV.
Gli Italiani gli chiedono di ritornare per cacciare via politici, immigrati e riportare il lavoro.
Tutti pare abbiano dimenticato il passato e sono presi da un eterno presente da immortalare in
innumerevoli “selfie” con costui che non può che essere un attore o un comico irriverente.
Eppure non è così. C’è chi ha ancora un poco di buon senso e diffida di costui
magari ricordandosi del nonno partigiano e non abboccando
al facile entusiasmo da trasmissione campione di ascolti canticchiando marcette militari.
Fra di essi c’è di sicuro l’anziana nonna che risplovera la sua “memoria storica” nonostante l’Alzaimer,  per ricordare con lucidità e rividere in lui un assassino
in quanto responsabile delle leggi razziali e delle persecuzioni nel ghetto di Roma.

Ma la gente non vuole ricordare e continua a glorificare il “duce” nei tanti selfie
e tanti applausi nel suo nuovo show popolarissimo.
Ma Lui non ricambia e dice chiaramente chi sono gli italiani di oggi:
” Eravate un popolo di analfabeti, dopo 80 anni ritorno e vi ritrovo un popolo di analfabeti”, un popolo che ha una tecnologia avanzata nei televisori sottili ma che trasmettono “MERDA”.
Un popolo che si sente sempre solo nonostante i “media sociali” e che sta “chino a fissare un telefono”.

Eppure la gente apprezza questo buffone vestito in divisa perchè è un personaggio televisivo.
Superficiale e piatto come tutti i personaggi televisivi, di cui riprende i facili populismi che parlano alla pancia della gente, insomma un poco come vorrebbe essere l’italiano medio.
Ma a conoscerlo meglio tutte le cattiverie saltano fuori.
Lui che fino a ieri era osannato e ammirato da tutti, soprettutto dai credenti dell’Audience,
piano piano si rivela un assassino ma non per le leggi razziali o le persecuzioni, ma per aver ucciso un inerme cagnolino. Un mostro che uccide un cane diventa facile vittima dell’opinione pubblica
che ha sempre bisogno di un capro espiatorio da condannare
per assolvere la propria bestialità e perdonare la propria animalità.
Così c’è solo una colpa recente da espiare, dimenticando quelle storiche, davanti al pubblico dei buoni sentimenti della novella De Filippi perversa soggiogatrice…

Il film è un fedele remake del film tedesco”Lui è tornato” del 2015
di cui segue quasi minuziosamente battute e situazioni se non fosse
che prende degli sviluppi diversi ed è calato perfettamente nella realtà italiana.

Un film gradevole, forse con troppe pretese, che non lascia il tempo di riflettere immerso nel turbinio dei tempi televisivi, aggiungendo tanti slogan e frasi ad effetto che colpiscono l’attenzione ma non lasciano il tempo di riflettere e metabolizzare le parole.
I protagonisti sono tutti delle macchiette televisive, anche chi non sa di esserlo, che devono fare trasparire da subito le loro buone o cattive intenzioni senza sotterfugi perchè il pubblico deve capire senza infingimenti. Sono tutti televisivi e come tali devono essere consumati al più presto.
Rimane una tragicommedia che lascia l’amaro in bocca e qualche sorriso dolente.
Rimane una realtà in cui il desiderio dell’individuo del pubblico televisivo odierno non è quello di “vincere” o di fare un “glorioso cimento” ma di diventare un famoso cuoco provetto perchè, come dice Lui,
in Italia ormai non si pensa ad altro che a mangiare”, magari consumando l’ennesimo spettacolo d’intrattenimento patinato e imbellettato.
Non c’è tempo durante il film per il silenzio e per il suo potere da rivalutare,
oppure per rivalutare l’effetto delle parole come per ridare valore e nuovi valori alla Politica e ai politici.

Un film che riflette parzialmente sul nostro essere sempre connessi con il mondo globalizzato dimenticandoci chi siamo se non quando ci sediamo a tavola per mangiare, quando anche noi saremo protagonisti di un nostro personale show che saremo sempre propensi
a condividere con il resto del mondo fregandocene del silenzio e dell’anonimato.

Una risposta a "Sono tornato- una lettura"

  1. Ottima rece-analisi di un film che rende bene l’idea dello “stato” in cui siamo: circondati da un popolo zombizzato dai social, dai media, dai reality di merda e dalla tecnologia usata male, che si merita i pastori che purtroppo guidano il gregge come meglio li aggrada.

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