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Vladimir Majakovskij- Flauto di vertebre

 

A voi tutte,
che piacete o siete piaciute,
icone serbate dall’anima dentro i suoi antri,
in un brindisi alla vostra salute,
alzo il cranio traboccante di canti.
(…)
Raduna o memoria,
del cervello dentro il vestibolo,
le femmine amate in lunghi filiari.
D’occhio in occhio versa il tuo giubilo.
travesti la notte in antichi sponsali.
Travasa di corpo in corpo il tuo gaudio.
che questa notte sia memorabile.
Oggi io suonerò il flauto
sulla mia colonna spinale.

Miglia di strade io gualcisco in cammino.
Dove celare l’inferno che ho in me?
Quale Hoffman divino
creò, o donna perfida, te?
Sono anguste le vie per la gioiosa bufera.
Gente vestita di gala attinge ed attinge la festa.
Io penso.
Grumi di sangue, i pensieri
malati e rappresi mi strisciano fuori di testa.
Io,
taumaturgo di tutto quello che è festa,
con chi andare alla festa non ho.
(…)

 

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