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Ferragosto

l’aria è intensamente calda. la città si sveglia gradualmente del torpore di una notte estiva molto calda.
Come ogni ferragosto, ci si prepara all’invasione delle spiagge dove passare una notte di bevute e bagni improvvisati. C’è il solito scenario di gente che si porta tutto da casa e c’è pure la solita tradizionale immondizia già sapientemente posizionata daventi l’ingresso delle spiagge per portarsi avanti con il lavoro.

Nonostante le strisce blu a pagamento non mancano i posteggi selvaggi e improvvisati
come, nell’altra realtà un po meno reale, non mancano i commenti indignati dei cittadini comuni sulla situazione ambientale e sulla sporcizia. Ma che importa? Tanto finchè potremo farci un selfie con il tramonto
alle spalle gustandosi un aperitivo un po tutti si sentiranno a capocabana o giù di lì.

Fa caldi, i rifuti emanano un inteso odore di rancido ma soltanto i pochi pedoni avranno la fortuna di assaporarlo, la maggior parte dei turisti mordi e fuggi passano con l’aria condizionata a palla e hanno come unica preoccupazione trovare un posteggio, possibilemente in terza fila non troppo lontano da quel localino dove fanno una apericena sfiziosa a soli 5 euro.
Non ci sono servizi pubblici funzionanti, le navette e gli autobus fanno orari ridotti o nulli per facilitare il traffico ferragostano.

A ferragosto tutti al mare a formare delle baraccopoli spartane a pochi passi dalla battigia occupando gran parte della spiaggia disponibile e formando un intelligente sistema accumula-rifiuti formato da bidoni vari trovati in loco dove scrivere: indifferenziata, umido, plastica e carta per scaricare il contenuto di tutti questi bidoni in uno enorme che non ha scritta ma ha la sabbia della spiaggia.

Si sente che TUTTI VOGLIONO UNA GRANDE FESTA, Un’estate TRIDIMENSIONALE, una bomba nuclerare e noi che ce ne andiamo al mare e allora io
TI MANDO UN VOCALE DI 10 MINUTI SOLTANTO PER DIRTI QUANTO SONO FELICE,
MA QUANTO è PUTTANA QUESTA FELICITà?
Non lo so, ma pure la tipa accanto non scherza.
Mi avvicino e le dico:
PORTAMI GIù DOVE NON SI TOCCA, DOVE LA VIDA è LOCA,
SU UNA RUOTA, QUESTA NOTTE è NOSTRA
FAREMO COME IL VENTO: DA ZERO A CENTO
E ADESSO CHE MI PRENDI PER LA MANO
VACCI PIANO CHE SE MI STRINGI COSì
IO SENTO IL CUORE A MILLE.

Improvvisamente, arriva l’ennesimo acquazzone estivo che spazza via tutte le illusioni, le baracche estive,le strisce blu e pure tutta l’immondizia…

Si ricomincia daccapo, non è più estate ma si suda lo stesso.
Ed ecco l’ennesimo fuoco d’artificio che si confonde con i fulmini del maltempo.
La festa è finita; tornate a casa a lamentarvi sui social

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