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Ritorno a Milicz

Come essere partito un anno fa ed essere tornato oggi, Milicz la ritrovo sostanzialmente uguale: stessi palazzi vecchi, stessa vita tranquilla di provincia, stesso freddo pungente e stessi passaggi per la foresta.

le diffferenze sono nei negozi di elettronica spuntati qua e là, nel negozio “Netto” alla fermata dell’autobus, nella chiesa principale in fase di restauro. Le persone sono sempre affettuose e alla buona. Gente di provincia con pochi grilli per la testa, vita semplice e bere in allegria al pub “Mefisto” dietro al centro culturale. Stavolta una settimana è stata sufficiente per capire la situazione. Ero con ragazzi da tutta Europa e con locali. Le emozioni più forti sono state durante le scorribande di gruppo in bici e nel report finale in presenza del sindaco.

Gioviale e alla buona. Mi ha avvicinato e abbracciato come se fossimo stimati amici da tanto tempo. Mi ha regalato una penna stilografica di rappresentanza e parte del suo tempo nel suo ufficio.

C’è stato anche quel gra burlone di Sławek in mezzo: un grande amicone che non mi ha fatto pesare di essere il mio “capo” e anzi è stato uno un grande aiuto e una persona sempre cordiale e amichevole.

Per poco, giusto per una sera, rivedo anche la mia insegnate, nonché “prima studentessa di italiano” Basia che mi ha seguito più come guida per ogni tipo di problema che come prof. Neanche il tempo di farci una foto insieme e lei ritorna dal suo amato gatto ed io ritorno tra i nuovi compagni di questa avventura. Cosa l’aveva stupita? Non tanto che io mi trovassi in mezzo a tante ragazze durante la cena, quanto il fatto che le sia venuto incontro per abbracciarla e ringraziarla di tutto. Ritorno a Palermo e i problemi si accumulano come prima e più di prima. Le situazioni non sono complicate ma si complicano da sole se in una serata di Ottobre aspetti per più di 2 ore un treno che ha 60 minuti di ritardo e non si fermerà a Bagheria.

Questo è solo l’inizio ma è anche la fine di un breve ma intenso viaggio nei ricordi.

Se ritornare o meno in quella città della Bassa Silesia me lo chiedo da almeno 2 giorni ogni volta che i piccoli-grandi dispiaceri quotidiani prendono il sopravvento e il malessere pare essere incontrollabile. Altre mete mi attendono e altri progetti ci sono in mezzo. Mercoledì discuterò la laurea e dopo mi rifuggerò nei ricordi di quella lontana terra polacca almeno finché Zbigniew mi scriverà nuovamente e mi inviterà sarcasticamentea rivivere il mio volontariato dalle sue parti bevendoci su ( ma lui ormai non tocca più alcol) e facendo canoate per il fiume e passeggiate in bici fino al lago.

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