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Estinti 

 Arriva Novembre che inizia con l’omaggio ai cari estinti trapassati.

Necessario ricordarvi, voi cari che foste, 

E così riprendo questa poesia di un altro caro estinto 

IL GIORNO DEI MORTI Io vedo (come è questo giorno, oscuro!), vedo nel cuore, vedo un camposanto con un fosco cipresso alto sul muro. E quel cipresso fumido si scaglia allo scirocco: a ora a ora in pianto sciogliesi l’infinita nuvolaglia. O casa di mia gente, unica e mesta, o casa di mio padre, unica e muta, dove l’inonda e muove la tempesta

Pascoli così scrisse nelle sue “myricae” fragili poesie

E oggi, dopo la tempesta impetuosa del maltempo,

che tanto danno ha provocato a noi comuni mortali,

Vengo a ritrovarvi per dirvi come, passata anche questa 

Prova dell’esistenza, guardiamo come anche il cimitero 

Sia inondato dalla furia degli elementi.

Tante colpe hanno i mortali

Troppo a lungo hanno giocato 

Rovinando la terra 

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