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Cronaca di un addio celebrato

Una giornata particolare, un addio al “celebrato” preparato ma lasciato all’immaginazione
che però non vede la partecipazione di “peppino il celebrato” impossibilitato causa preparativi vari.
Sicchè, io e il mio amicone Joseph prepariamo una giornata alcolica in preda ai fumi
e alle allucinazioni da alcool.

Iniziamo il “tour de force” incontrandoci alla “focacceria” per un pasto leggero tipicamente estivo:
pizza fritta accartocciata che somiglia a un sofficione Findus d’altri tempi
il tutto innaffiato da abbondanti dosi di birre Weiss.

Alla fine del pasto ci sentiamo piuttosto confusi e sazi ma alquanto soddisfatti.
Arriva la cameriera che ci suggerisce di riposarci in una brandina per un’ora abbondante,
forse ci vuole invitare nella stanza messa a disposizione dei clienti saturi
con servizio speciale offerto dalla cameriera con massaggi rilassanti.

Sfortunatamente, il servizio non è disponibile e neanche la brandina
ma possiamo usufruire del servizio caffè offerto dal simpatico cameriere
che ci suggerisce di prendere la grappa della casa a gradazione leggera ma non troppo.
Ingurgitiamo avidamente le grappe ma subito dopo si manifesta l’istinto universitario del tempo che fu suggerendoci di dirigerci verso Lettere e Filosofia a seguire una laurea random in aula magna.

Ma la stanchezza si impossessa di noi giusto mentre ci spiegano le parabole
di San Matteo oggetto della laurea random.
tutto intorno c’è gente stanca e insofferente, che come noi, è alla ricerca di un baretto
per un qualunque tipo di caffè diverso da quelo delle macchinette.
Chiediamo informazione al nostro amico Paolone il vero guardiano della facoltà.
Narra la leggenda che sia stato lui a fare assumere gli attuali bidelli e che sia intimo di tutti i professori  ordinari ma della sua attività girano soltanto voci non confermate che lavori “per i servizi segreti”.
Il nostro paolone ci porta in uno scantinato ben camuffato da una innumerevoli serie di scatoloni che nascondono una porta lacera e sgangherata che porta ad un tunnel sotterraneo dove si trova una porta che può essere aperta solo digitando una serie lunga di numeri e lettere che in pochi conoscono. inoltre, dopo queste misure di sicurezza, bisogna inserire la propria faccia in una fessura per il riconoscimento facciale. Una volta dentro vediamo un bar arredato come ai tempi del proibizionismo americano
dove si aggirano giocatori d’azzardo, mignotte lascive e uomini d’affari di vari affari.

Ci vengono offerti due caffè freddi e due cremini che rifiutiamo in favore di due vodke fredde.
A pagare è il nostro paolone che ci lascia una busta da aprire solo in caso di necessità se le cose dovessero mettersi male. Abbandoniamo il bar tramite una banale e mal fissata “uscita d’emergenza” che ci porta nel retrobottega del baretto di lettere chiuso. Adesso siamo usciti da quel sogno irreale e forse immaginario ma dobbiamo ancora continuare il nostro famoso tour.
Decidiamo di fare una capatina a casa di Joseph dove ci sdraiamo per terra ad ascoltare vinili di DeAndrè sorseggiando amaro del capo. In un attimo ritorniamo adolescenti e ci confidiamo segreti su storie di ragazze che non esistono e ci abbracciamo commossi quando joseph mi mostra un libro che ha preso in prestito 12 anni fa e non ha restituito più alla biblioteca di Lettere a causa di un momentaneo black out tecnico avvenuto durante un alluvione del gennaio 2006.

Intorno le 5 del pomeriggio, siamo al discount doverealizziamo di essere ancora piuttosto lucidi ma alterati sai dal alcol sia dall’allarme del supermercato che suona a intervalli irregolari e senza troppa convinzione emettendo dei suoni a volte impercettibili e a volte troppo assordanti.
Durante il pagamento alle casse troviamo la nostra guida in un omone del peso di circa 400 chili che paga soltanto 10 confezioni extra-large di salatini e una bottiglia di birra.
Decidiamo di continuare il festeggiamento a casa del omone che non è troppo contento di vederci
anche perchè non ci conosce. Il tizio si accomoda inabissandosi su di una poltrona degli anni 70 consunta e consumata dal tempo e dai chili del tipo.
Il pachiderma assiste commosso ad una puntata di “casi umani” in cui un tipo smilzo di appena 450 chili rimane intrappolato a casa a causa dell’impossibilità di passare attraverso la porta di casa.

Approfittiamo di un momento di commozione dell’energumeno
per allontanarci e prendere altre destinazioni.
Noto che joseph ha requisito la mia auto ( con tanto di chiavi) e che me la lascerà guidare solo a notte inoltrata. Adesso ci troviamo al centro commerciale a fare incetta di bibite vari e gadget strani da usare per l’evento. Troviamo due tocchi di laurea, un maialino che grugnisce, una cintura per bevande da allacciare alla cinta, una pasta per modellare,
degli occhialoni fosforesescenti divertentissimi e dei baffi finti.
Portiamo nel carrello tutto e andiamo a prendere le cose più importanti per un addio al celibato;
un portapillole e una crema solare a spruzzo per bimbi.
Dopo aver fatto alcune compere, ci accomodiamo nella sala ristoro a consumare alcune bevande stravaccati e stanchi come i signori anziani intorno a noi che hanno comprato solo due sacchi di patate e delle confezioni d’acqua ma che pare abbiano girato in lungo e in largo ogni reparto del ipermercato a caccia di offerte mai viste.

Adesso è arrivato il momento di raggiungere gli altri nella famosa stanza “della tortura”

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Luglio

Luglio arriva con la sua stanchezza estiva, con i suoi bagni caldi al mezzogiorno di fuoco, con i suoi gelati freschi da gustare in balcone sentendosi cullare dalla brezza marina, e con i bagni a mare alle 7 di sera che sono i più freschi e rilassanti mai immaginati.

Gli ultimi esami sono filati via senza patemi e adesso rimangono le ultime pagine da riempire. Alla tv passano ancora partite del mondiale che nessuno vuole guardare. Mi sveglio alle 5 del mattino per assaporare il fresco alito mattutino e riposare i pensieri per la giornata. Sarà una altra giornata poco intensa ma vivere superando ingorghi stradali, folle scalmanate e zanzare succhia-sangue.

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Mondiali russi

Comincia oggi la 21esima edizione della coppa del mondo di calcio per nazioni (nota un tempo come coppa Rimet). L’Italia, per la prima volta dopo 60 anni, non parteciperà alla fase finale.
Tuttavia, la nazione femminile di calcio, dopo 20 anni di assenza, parteciperà l’anno prossimo ai mondiali di calcio di categoria che si giocheranno in Francia nel 2019.

Risultato storico per le azzurre che modificano un equilibrio tra nazionale femminile e maschile che va avanti da più di 20 anni tra stereotipi e battute sul livello di bravura delle ragazze che, giusto tre anni fa, qualcuno pensò di ritirare in ballo con la solita spocchiosità e arroganza dei potenti
(uno di questi è anche uno dei responsabili del disastro della figc).

Rispetto a 20 anni fa, il format del mondiale rimane invariato:
32 squadre divise in 8 gironi da 4 squadre, ottavi, quarti e semifinali a gara unica.
Quest’anno la finale si giocherà il 15 luglio a Mosca allo stadio Luzhniki.
Rappresentative di tutti i 5 continenti con prevalenza delle 14 squadre europee.
Fra di queste c’è il Portogallo campione d’europa due anni orsono e la Francia finalista e organizzatrice dell’europeo del 2016. Sarà la prima volta di una squadra europea che anche 2 anni fa ha espresso un bel gioco e ha sorpreso in tanti, L’Islanda che, durante le qualificazioni, ha vinto il gruppo I di qualificazioni.
Ci sarà una altra debuttante, Il Panama, il quale, approfittando del suicidio degli USA contro Trinidad e Tobago, è riuscito a qualificarsi da terzo nel girone centro-nord americano dietro Messico e Costarica.
Importanza storica per questa piccola nazione testimoniata dal giorno di festa nazionale deciso dal governo il giorno successivo l’avvenuta qualificazione.

Oltre l’Italia mancheranno nazionali storiche come L’Olanda, finalista nel 74, nel 78 e nel 2010,
Il Cile vincitore continentale della copa America per due anni di fila nel 2015 e nel 2016,
Gli USA che dal 1990 in poi si sono sempre qualificati, manca pure la nazionale del Camerun vincitrice della coppa d’Africa dello scorso anno.

Da questo mondiale mi aspetto alcune sorprese:
analizzando i gironi, vedo che l’Egitto nel gruppo A può passare il turno magari dietro l’Uruguay che continua ad avere una buona squadra e davanti i padroni di casa della Russia che non sembrano molto temibili,
Nel gruppo B Spagna e Portogallo sembrano di un altro livello rispetto a Marocco e Iran ma forse gli africani potranno fare l’impresa, nel gruppo C, Il Perù può farcela dietro la fortissima Francia e davanti Australia e Danimarca che rimangono temibili . Nel gruppo D spero nel passaggio del turno dell’Islanda ma ci sono Argentina, Croazia e Nigeria che sembrano molto ben messe. Nel girone E mi aspetto una tra Serbia e Svizzera a passare il turno dietro i brasiliani. Nel girone F spero in una buona prova del Messico ( magari eliminando gli svedesi, come buona parte degli italiani si aspettano) La corea del sud non pare quella del 2002 così come i campioni del mondo della Germania non credo ripeteranno il mondiale brasiliano pur aspirando legittimamente ad arrivare in semifinale. Nel girone G Inghilterra e Belgio sono le favorite per il passaggio del turno ma mi aspetto un Panama e una Tunisia che potranno sorprendere, il girone H pare molto equilibrato eppure la Colombia può ambire al primo posto così come la Colombia e il Senegal che hanno giocatori forti e preparati atleticamente, immagino che i samurai giapponesi non abbiano molte chances di passaggio del turno.

Aspettando i verdetti, mi sono immaginato un gruppo I composto dalle 4 escluse illustri
Italia, Olanda, Cile e USA. Trattandosi di un girone delle 4 escluse, nessuna di esse può andare agli ottavi
eppure vorrei vederle giocare contro le 4 squadre peggio qualificate dopo la prima fase del mondiale per vedere veramente quanto valgono e mettere in palio la coppa del nonno come trofeo simbolico sperando che due di queste possano qualificarsi in Qatar nel 2022.

 

 

 

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Estate che arrivi

Da questa parte della spiaggia che si affaccia su Palermo le placide onde si fermano sulla sabbia. Le barche sono in mare come sospese tra il cielo azzurro e il nulla. Fluttuanti e galleggianti sono rimaste ancorate per molto tempo. L’estate arriva e i pensieri si fanno caldi e bollenti alle tre del pomeriggio e non riesci nemmeno a mettere un piede fuori per andare al bar. Sono tutti fuori alle 7 di sera ad ammirare questo tramonto bollente. Tutto scorre serenamente, tutto scivola via in questa calda apatia

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Passeggiando sui liquami

Pioggia torrenziale che inondi la città
non sai che male farai.
Saltano i tombini, saltano le tubature,
la melma del sottosuolo si riversa implacabile
è un fiume torrenziale e marcio
che dal sottosuolo invade le strade.
Al mattino questo lerciume sta ancora spalmato sul suolo,
la gente è impotente, constata, farnetica, dice di provvedere
ma niente può.
L’anima più profonda e negletta di ogni città
non aspetta che lo scatenarsi degli eventi per esplodere.
Màrcia è la città, marciano le persone
che indefferenti e indaffarati vanno a fare compere.
Marciano a stento le auto
che si bloccano e strombazzano.
Il solito marciare sul marciume
che di tanta indifferenza si nutre.

Senza categoria

Peppino rivive 40 anni dopo

Il corteo è partito. In testa ci sono i ragazzi della scuole, alcune bandiere rosse e vecchi militanti rossi. Ma il messaggio deve passare alle nuove generazioni. La mafia non ha vinto.

Il resto rimane. Oltre gli slogan rimangono i bar “food e drink” che fanno lavorare gente forse meno impegnata di prima. la provincia stanca e disimpegnata si ricorda di una delle tante vittime innocenti di ieri e li lascia andare. La speranza non è morta, i tempi cambiano, i simboli restano. Le lotte di ieri sono un ricordo sbiadito oggi, ma il buon esempio da seguire, chi del pensiero critico ha fatto la sua ragione di vita, chi ha imparato e insegnato a ribellarsi oggi rivive come se 40 anni fa non lo avessero ucciso e distrutto.

Le sue spoglie mortali saranno pure dei pezzi scomposti ma i suoi gesti e le sue parole ancora integre e vive ci arrivano sempre ribelli e attuali.

Questi ragazzi che marciano gridando il loro “No alla mafia” lo fanno con la serenità e tranquillità di oggi e sono guidati dai genitori come ad una festa di paese e, alla fine, questo è il miglior messaggio da dare.

La porta di casa è e resterà sempre aperta. Qui la legalità è di casa

Amore Non Ne Avremo

Nubi di fiato rappreso
s’addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.

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Maggiolata di Carducci


Maggiolata

Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l’usignol.

Schiamazzano i fanciulli
in terra, e in ciel li augelli:
le donne han ne i capelli
rose, ne gli occhi il sol.

Tra colli prati e monti
di fior tutto è una trama:
canta germoglia ed ama
l’acqua la terra il ciel.

E a me germoglia in cuore
di spine un bel boschetto;
tre vipere ho nel petto
e un gufo entro il cervel.